Calcio e Finanza
·29 giugno 2026
Tra conti in rosso e Fair Play Finanziario: come fa il Como ad acquistare Nico Paz

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·29 giugno 2026

In vista della prima partecipazione alla UEFA Champions League della propria storia, il Como ha deciso di farsi un regalo di altissimo livello. Il club lariano – in attesa dell’ufficialità che certifichi l’operazione – ha trovato un accordo con il Real Madrid per l’acquisto di Nico Paz dai Blancos e per la conseguente permanenza del centrocampista alla corte di Fabregas, dove nell’ultima stagione ha collezionato 13 reti e 8 assist.
Secondo le indiscrezioni, il Como ricomprerà il calciatore (dopo che il Real Madrid aveva esercitato il diritto di recompra) per una valutazione di 60 milioni di euro. Contestualmente, nell’accordo sarà inserita una nuova recompra in favore del Real Madrid addirittura a quota 80 milioni di euro. Un modo per il club presieduto da Florentino Perez di mantenere il controllo sull’argentino.
In attesa di scoprire poi dal bilancio le reali cifre del trasferimento, si tratta comunque di un affare particolarmente oneroso per un club che nell’esercizio al 30 giugno 2025 aveva fatto registrare ricavi per poco più di 55 milioni di euro e un rosso di 105 milioni. Dati che indicano uno squilibrio, legato prevalentemente agli investimenti fatti dalla proprietà per portare il Como in Serie A e addirittura alla qualificazione in Champions League.
Ma la domanda che molti tifosi e appassionati si stanno ponendo in queste ore è: come può un club come il Como permettersi una spesa come quella per Nico Paz? La prima risposta risiede proprio nella proprietà della società lariana: la famiglia Hartono. I due fratelli Robert e Michael (quest’ultimo venuto a mancare di recente) avevano un patrimonio combinato di quasi 44 miliardi di dollari e dal 2019 al 2025 hanno versato nel club quasi 300 milioni di euro.
Insomma, sono gli investimenti degli azionisti (insieme al lavoro del management, fondamentale per sfruttare le risorse messe a disposizione) che hanno consentito al Como di raggiungere i risultati di queste ultime stagioni e di non doversi preoccupare di spese monstre come quella per Nico Paz, grazie alla copertura sempre puntuale dei soci. Investimenti che fino ad ora sono stati di fatto liberi e che hanno portato il club a chiudere con perdite pesanti negli ultimi anni. Ma con l’ingresso nelle coppe europee bisognerà fare obbligatoriamente attenzione ai conti.
Essendosi appena qualificato in Champions, il Como verrà monitorato dalla UEFA sul fronte Fair Play Finanziario a partire dalla stagione 2026/27 e solo tra la primavera e l’estate del prossimo anno a Nyon esamineranno i conti della società. Nel mirino finiranno i tre esercizi precedenti, chiusi nel 2024 (oltre 47 milioni di rosso), nel 2025 (105 milioni di rosso) e nel 2026, esercizio che si chiuderà nuovamente in perdita.
Sulla base di quanto previsto dalla “football earnings rule”, questi esercizi possono prevedere un rosso aggregato di 5 milioni, che può essere aumentato fino a 60 milioni di euro se le perdite risultano coperte da versamenti o da patrimonio netto (soglia che può essere alzata di ulteriori 10 milioni per esercizio per quei club che mostrano un buono stato di salute a livello economico finanziario). Il Como, pur eliminando i cosiddetti costi virtuosi (quelli che la UEFA non considera ai fini del calcolo per la perdita aggregata), sarà sicuramente oltre questa soglia.
E lo stesso accadrà verosimilmente per il secondo parametro chiave, quello dello “squad cost”, che misura il rapporto tra i ricavi e il costo della rosa e che non può superare il 70%. Una volta che la UEFA avrà analizzato i conti e verificato le violazioni, il Como siglerà un settlement agreement della durata di tre o quattro anni, un piano di rientro – già sottoscritto da club come Inter, Milan e Roma, ma anche dalla Juventus – che prevede una multa (una parte fissa e una parte condizionata al raggiungimento di determinati obiettivi), eventuali limitazioni alla rosa e che mira a mettere i club nella condizione di riportare i conti in equilibrio. Nel mezzo saranno definiti obiettivi intermedi che il Como dovrà impegnarsi a rispettare, per evitare sanzioni ulteriori e il rischio di un’esclusione dalle coppe.
E’ qui che il Como dovrà iniziare a prestare attenzione ai costi e contestualmente cercare di aumentare i propri ricavi. In questo senso, i premi Champions sono un buon punto di partenza, ma – considerando il rischio di non vederli ripetuti nel tempo, come dimostrano le ultime stagioni del Milan, per fare un esempio – sarà importante riuscire a sfruttare al meglio voci come lo stadio, gli sponsor e magari anche il player trading, sulla falsa riga della strada intrapresa dall’Atalanta con la gestione Percassi.







































