Trevisani torna su Vlahovic: «La Juve ha speso soldi con Kolo Muani e Woltemade per non darli a Dusan» | OneFootball

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·14 settembre 2026

Trevisani torna su Vlahovic: «La Juve ha speso soldi con Kolo Muani e Woltemade per non darli a Dusan»

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Trevisani torna su Vlahovic: «La Juve ha speso soldi con Kolo Muani e Woltemade per non darli a Dusan». La dura critica alle strategie di mercato bianconere

La primissima caduta stagionale incassata dalla Juventus sul campo del Sassuolo continua a far discutere in maniera accesa addetti ai lavori e opinionisti sportivi. Il definitivo 3-2 firmato dallo scatenato ex Adzic proprio in pieno recupero ha gelato le ambizioni dei bianconeri sul terreno del Mapei Stadium di Reggio Emilia, riportando subito a galla dubbi di natura tattica e concettuale. Nel corso del consueto appuntamento televisivo con la trasmissione Pressing, in onda sulle reti Mediaset, il noto telecronista e opinionista Riccardo Trevisani ha analizzato nei dettagli le principali criticità palesate dall’undici guidato in panchina da mister Luciano Spalletti, soffermandosi con decisione sulle scelte compiute per la gestione del reparto avanzato.


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Nel suo circostanziato intervento, l’opinionista ha individuato nei complessi movimenti di mercato e nella difficile gestione dei singoli attaccanti il principale motivo di affanno per la formazione torinese: «Me la prenderei con la situazione Vlahovic. La Juve ha speso soldi per Kolo Muani e Woltemade per non darli a Dusan. È una cosa giusta? Per me no… Kolo Muani centravanti? Continuo a pensare che non sia la scelta valida. Può giocare con un centravanti ma fare il riferimento fa fatica».

Le riflessioni espresse da Trevisani evidenziano una contraddizione profonda nelle scelte societarie e tattiche compiute dalla dirigenza bianconera durante i mesi estivi. Da una parte le ingenti risorse economiche investite per ingaggiare elementi eclettici come Kolo Muani e Woltemade, dall’altra l’accantonamento di un profilo da area pura come Vlahovic. Impiegare l’attaccante francese come unico vertice avanzato finisce infatti per depotenziarne le reali qualità, privando la manovra offensiva di quell’indispensabile punto di riferimento capace di occupare con forza l’area di rigore avversaria e di concretizzare al meglio la mole di gioco prodotta in campo.

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