PianetaBari
·17 agosto 2026
Tribuzzi e Butic subito decisivi, squilli da Burgio e Darboe: i 5 spunti di Bari-Casarano

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·17 agosto 2026

Era calcio d’agosto e tutti i segnali vanno quindi presi con le pinze, sia in positivo sia in negativo. Ma quella disputata dal Bari contro il Casarano in Coppa Italia Serie C era pur sempre una gara ufficiale, il primo vero test per valutare il lavoro di Rastelli a meno di una settimana dall’inizio del campionato. Ne è venuto fuori, come forse era inevitabile, un quadro ancora in chiaroscuro: si è intravista qualche luce, ma è apparso altrettanto evidente come la squadra sia ancora lontana dalla condizione ideale e abbia diversi aspetti su cui lavorare. A questo si aggiunge la necessità di ulteriori rinforzi per poter ambire all’obiettivo dichiarato dalla società, ovvero la vittoria del campionato.

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Non si può fare a meno di partire dalla situazione ambientale, perché sia allo stadio sia in televisione la prima cosa a saltare all’occhio è stata l’immagine spettrale di un San Nicola quasi deserto. Negli ultimi anni raramente si era vista così poca gente sugli spalti, con numeri che sarebbero stati ancora più bassi senza gli oltre 700 tifosi arrivati da Casarano. Resta da capire quale sarà la risposta del pubblico biancorosso in campionato, ma la presa di posizione è stata fortissima e, nel suo silenzio, ha fatto rumore, rendendo evidente la profonda stanchezza della piazza. Una situazione che inevitabilmente riguarda anche la squadra: gli eventuali risultati difficilmente ricuciranno la frattura insanabile con la proprietà, ma potrebbero almeno contribuire a creare un nuovo legame tra i calciatori e i tifosi?

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Il primo tempo della sfida del San Nicola ha detto soprattutto una cosa: per il Bari c’è ancora parecchio lavoro da fare. Nulla di particolarmente sorprendente ad agosto, come dimostrano anche le difficoltà incontrate da diverse squadre nelle altre sfide di coppa, ma nella prima frazione la manovra biancorossa è apparsa piuttosto macchinosa. I galletti hanno provato a costruire dal basso per aprire poi il campo verso i quattro uomini offensivi, con Grgic e Maggiore a supporto dell’impostazione e Colangiuli più avanzato, senza però riuscire a dare continuità e velocità al possesso.
Anche per questo il mercato resta fondamentale: oltre al lavoro sul campo, servono almeno tre o quattro innesti e, soprattutto in mezzo al campo, sembra mancare ancora dinamismo, nonostante Grgic abbia comunque mostrato personalità nella gestione del pallone. Anche sulla fascia Mané pur non sfigurando ha mostrato alcuni limiti, confermando la necessità di un nuovo innesto sulla destra: Mogos, da questo punto di vista, è ormai a un passo.

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A decidere una prima frazione piuttosto bloccata è stata un’azione costruita da due nuovi acquisti: intorno al quarantacinquesimo Tribuzzi ha messo al centro un ottimo pallone per Butic, bravo a girarlo in porta e segnare il gol decisivo. Sono arrivati così i primi segnali positivi dal mercato (compreso il lavoro sporco di Gomez), ai quali si è aggiunto nella ripresa il buon ingresso di Esposito, capace di dare maggiore vivacità alla manovra. È ancora presto per trarre conclusioni, ma alcuni dei nuovi hanno già mostrato caratteristiche che potranno tornare utili a Rastelli. Una piccola base, insomma, sembra esserci: proprio per questo diventa ancora più importante completarla con gli innesti che mancano.

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In un Bari che sta cambiando molto resta almeno una certezza della passata stagione: Cerofolini, una delle pochissime note positive del campionato concluso con la retrocessione, si è confermato affidabile anche alla prima uscita ufficiale. Il portiere ha salvato i biancorossi con un paio di interventi di ottima fattura, contribuendo a mantenere il risultato in equilibrio. Sarebbe uno dei punti fermi sui quali costruire la nuova squadra, ma sul suo futuro continua a pesare il mercato: l’interesse dalla Serie B non manca e, nonostante la volontà del club di trattenerlo, la sua permanenza resta tutt’altro che scontata.

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Qualche risorsa potrebbe però arrivare anche da chi era già in rosa. È il caso di Burgio e Darboe, due giocatori che nel recente passato hanno dato pochissimo e che in Serie C potrebbero invece ritagliarsi un certo spazio. Una sola partita non basta per dare giudizi, ma contro il Casarano entrambi hanno offerto indicazioni incoraggianti: Burgio è stato solido in fase difensiva e ha garantito una buona spinta sulla corsia, mentre Darboe, una volta subentrato, ha aggiunto dinamismo e imprevedibilità al centrocampo. Riuscire a recuperarli pienamente potrebbe regalare a Rastelli due alternative in più nel corso della stagione.







































