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·29 luglio 2026

Trigoria, caso trasferimenti: lascia la responsabile del personale

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Simonetta Iarlori lascia la direzione delle risorse umane della Roma. Intanto i sindacati annunciano lo sciopero contro il piano aziendale.

Simonetta Iarlori ha lasciato ufficialmente la direzione delle risorse umane della Roma. “Motivi personali” è la versione del club giallorosso. Un addio che arriva a due mesi dall’avvio del piano di riorganizzazione aziendale, con decine di dipendenti trasferiti da Trigoria ai Roma Store, le diffide degli avvocati, le denunce sulla sicurezza e alla vigilia di uno sciopero.


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Ma, come si legge nell’articolo di Marco Juric sull’edizione odierna de la Repubblica, dietro l’uscita di Iarlori ci sarebbe una scelta della proprietà. La dirigente aveva infatti garantito ai Friedkin che il processo di “ottimizzazione delle risorse” sarebbe stato gestito nella massima riservatezza e con la collaborazione di dipendenti e organizzazioni sindacali. Come raccontato dalla cronaca recente, è accaduto l’opposto.

Sciopero e tensione sui trasferimenti

Al posto dell’ormai ex dirigente potrebbe essere promossa Isabella Spina, attualmente responsabile dello sviluppo del personale. Nel frattempo, ieri, Filcams Cgil Roma Lazio e Fisascat Cisl Roma Capitale e Rieti hanno annunciato lo sciopero e un presidio domani mattina alle ore 9 davanti al centro sportivo Fulvio Bernardini, con lo slogan: “No ai licenziamenti mascherati”.

Secondo i sindacati, il trasferimento di 33 lavoratrici e lavoratori dagli uffici ai punti vendita, con il conseguente cambio delle mansioni, presenterebbe “evidenti profili di demansionamento” e rischierebbe di spingere il personale alle dimissioni per l’impossibilità di proseguire il rapporto di lavoro.

“Un’espulsione indiretta”, denunciano le sigle sindacali, che contestano anche il collegamento fatto dalla società tra la riorganizzazione e il progetto del nuovo stadio. “La crescita aziendale non può essere costruita a scapito dell’occupazione, della professionalità e della dignità di chi ha contribuito negli anni ai risultati dell’azienda”, scrivono.

I sindacati chiedono un tavolo alla Regione

Da qui la richiesta urgente alla Regione Lazio di convocare un tavolo con Roma Capitale, il club e le rappresentanze dei lavoratori, per verificare la legittimità delle procedure, sospendere gli effetti del piano e tutelare i posti di lavoro. Il piano, varato a fine maggio, ha coinvolto 98 dipendenti e trasferito, dal primo luglio, decine di professionalità diverse per occuparsi di casse, ordini, magazzini e magliette. Sono seguite contestazioni legali, stato di agitazione e segnalazioni sulla sicurezza. Ora arriva lo sciopero.

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