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·11 febbraio 2026

Trump schiererà l'ICE per la Coppa del Mondo negli USA

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In vista dei Mondiali 2026 dagli Stati Uniti arriva un’importante novità per quanto riguarda la questione legata alla sicurezza: gli agenti dell’U.S. Immigration and Customs Enforcement (ICE) costituiranno una «parte fondamentale» del dispositivo di sicurezza. A riportarlo è The Athletic.

Dopo le grandi proteste negli Stati Uniti, ma anche in Italia, contro l’ICE, Todd Lyons, direttore ad interim, ha così risposto a una domanda della democratica Nellie Pou, durante un’audizione alla Camera dei Rappresentanti. La stessa Pou rappresentail nono distretto del New Jersey, che comprende il MetLife Stadium di East Rutherford, l’impianto da 82.500 posti si disputeranno otto partite del torneo, tra cui la finale e sei gare della fase a gironi.


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«L’ICE, in particolare il settore delle Homeland Security Investigations, è una componente chiave dell’apparato complessivo di sicurezza per il Mondiale – ha dichiarato Lyons –. Siamo impegnati a garantire la sicurezza dell’evento e di tutti i partecipanti e visitatori». È bene sottolineare come non si tratti di una novità assoluta, visto che l’ICE, che è suddivisa in due rami, fornisce abitualmente intelligence e supporto alla sicurezza in occasione di grandi eventi sportivi internazionali.

Infatti, alcuni agenti dell’ICE sono presenti in Italia anche per le Olimpiadi di Milano Cortina in corso in questi giorni, anche se le autorità italiane hanno sottolineato come gli agenti statunitensi non possono condurre operazioni di enforcement al di fuori degli Stati Uniti. Nonostante ciò, come detto, nei giorni scorsi in Italia, specialmente a Milano, ci sono state numerose proteste per la presenza dell’ICE sul territorio italiano.

Anche la stessa democratica Pou ha sollevato più di un dubbio sull’opportunità di impiegare l’ICE per la sicurezza durante i Mondiali, sottolineando come questa decisione possa essere dannosa per il torneo stesso. «Si rende conto che se i tifosi temono di essere incarcerati ingiustamente o fermati senza motivo, questo danneggerà l’intero processo? Spero che se ne renda conto», ha commentato Pou all’intervento di Lyons, che ha così risposto: «L’ICE è impegnata a garantire che chiunque visiti le strutture possa vivere un evento sicuro e protetto».

L’audizione del direttore ad interim Lyons era molto attesa negli Stati Uniti perché si trattava del suo primo intervento dopo l’uccisione da parte degli agenti dell’ICE di Renee Good e Alex Pretti a Minneapolis nel mese di gennaio. E quest’ultimi episodi, insieme alle mire espansionistiche del presidente Donald Trump sulla Groenlania, hanno riportato in auge la possibilità di un boicottaggio della rassegna iridata che prenderà il via l’11 giugno e terminerà il 19 luglio con 11 delle 16 città ospitanti che si trovano negli Stati Uniti (due in Canada e tre in Messico) e che saranno il teatro di ben 78 delle 104 partite in programma, fra cui la finalissima.

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