Juventusnews24
·11 marzo 2026
Tudor in bilico: «Problematiche difficili da spiegare, ma io mi sento l’uomo giusto. Scelta Kinsky era corretta»

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·11 marzo 2026

Il naufragio del Tottenham al Metropolitano apre una crisi profonda in casa Spurs, con Igor Tudor finito sul banco degli imputati non solo per il pesante 5-2 subìto dall’Atletico Madrid, ma soprattutto per la gestione dei portieri. La scelta di escludere Guglielmo Vicario per lanciare dal primo minuto il giovane Antonin Kinsky si è rivelata un boomerang clamoroso: due papere del ceco in quindici minuti hanno spianato la strada ai Colchoneros, costringendo il tecnico a un cambio umiliante dopo soli venti minuti.
Nonostante le voci di un possibile esonero, l’ex allenatore della Juventus ha difeso la propria posizione ai microfoni di Sky Sport, provando a spiegare l’inspiegabile serata del suo giovane estremo difensore:
«Era la scelta giusta. E’ un portiere di valore, poi per quello che succede non c’è una spiegazione. Dispiace che è successa una roba che non ho mai visto. Cambiarlo dopo venti minuti è stato un atto di aiuto per lui. Momento bruttissimo, sembra che si paghi ogni cosa. Va tutto contro, è inspiegabile. Kinsky sostituito per preservarlo? Era questo l’obiettivo. Lui ha capito. Purtroppo è successo in una partita così importante, non l’avevo mai vista. Dispiace».
Interpellato sulla sua capacità di guidare ancora lo spogliatoio in un momento così drammatico, Tudor non ha mostrato cedimenti, pur ammettendo la superiorità dell’avversario e la fragilità mentale del gruppo:
«Io mi sento sempre l’uomo giusto, però le problematiche sono difficili da spiegare. E’ una cosa che si vede raramente, però bisogna restare calmi e continuare. Questa squadra era troppo per noi oggi, quando si fanno errori in difesa si pagano. Abbiamo regalato tre goal, la partita è andata così. Non si parla, si risolvono in casa. Ogni momento è diverso, stagione, problematiche e infortuni. Oggi era una cosa particolare, non c’è niente da commentare dopo questa partita. I ragazzi in un momento di fragilità si sentono anche non forti, bisogna lavorare anche su quello».
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