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·26 settembre 2026

Turchia-Francia: attacco confuso, Koné già decisivo... 3 lezioni da Zidane

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La Francia ha vinto la sua prima partita sotto la guida di Zinédine Zidane. Vittoriosi per 1-0, i Bleus devono ancora trovare i giusti automatismi.

L’era Zidane inizia dunque con una vittoria. Contro una squadra turca compatta e ben organizzata, i Bleus hanno dovuto armarsi di pazienza per avere la meglio su una difesa chiusa. Poco pericolosa in attacco nonostante un Arda Güler molto vivace, la Turchia ha subito un gol alla prima vera offensiva dell’armata francese. Poco spettacolare, questa partita permette comunque di trarre i primi insegnamenti per costruire il futuro.


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Un attacco confuso

Il principale cantiere di ZZ è davanti. Ha a disposizione un serbatoio di talenti offensivi straordinari che devono ancora imparare a combinare tra loro e a incidere davvero sull’attacco avversario. In una nuova configurazione con Mbappé schierato sulla fascia sinistra, gli attaccanti della serata hanno faticato a trovarsi a vicenda nel primo tempo. Il capitano è sembrato isolato prima di uscire per infortunio. Olise ha comunque avuto il merito di essere il più vivace della serata. Ha dialogato alla grande con Dembélé e Cherki nonostante la scarsa precisione sotto porta. Zidane potrebbe potenzialmente cambiare qualcosa già dalla prossima partita con l’infortunio di Mbappé e ha solo l’imbarazzo della scelta con Doué e Barcola, quest’ultimo apparso molto vivace al suo ingresso.

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Manu Koné, la conferma

Il giocatore cresciuto nel Tolosa conferma l’importanza che ha acquisito in nazionale. Mostruoso nelle transizioni difensive, sicuro tecnicamente, potrebbe perfino far venire i capelli bianchi a Zizou, tanto sarà difficile toglierlo dall’undici titolare al ritorno di Tchouaméni. Sulla scia del suo Mondiale, continua la sua bella storia con la selezione. Il suo duo con Adrien Rabiot, estremamente prezioso, sembra essere il più complementare per garantire l’equilibrio di una squadra votata all’attacco.

Magic Mike

Il portiere del Milan si è mostrato insuperabile. Autore di due parate importanti, tra cui un riflesso che ha salvato la squadra dal gol del possibile svantaggio, ha disputato una partita da grande portiere facendosi trovare decisivo nelle poche occasioni in cui è stato chiamato in causa. Vicino a Fabien Barthez fin dall’inizio del ritiro, la lunga chiacchierata con il nuovo allenatore dei portieri sembra aver dato i suoi frutti, visto quanto ha trasmesso sicurezza questa sera. Il lavoro del portiere campione del mondo del 1998 va oltre, poiché intende creare un ambiente protetto attorno al titolare mantenendo allo stesso tempo coinvolti i suoi sostituti. Un dato positivo e un esordio riuscito.

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Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇫🇷 qui.

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