Dosis Futbolera
·29 settembre 2026
Tutti parlano dei 115, ma di cosa è accusato il City?

In partnership with
Yahoo sportsDosis Futbolera
·29 settembre 2026

Il Manchester City affronta il momento più delicato della sua storia. Il caso dei 115 capi d’accusa presentati dalla Premier League è entrato in una nuova fase dopo che è trapelato che una commissione indipendente ne avrebbe ritenuti provati 114. La decisione completa non è ancora pubblica e il club mantiene l’intenzione di fare ricorso.
La BBC Sport ha acceso i riflettori su un fascicolo che considera uno dei più grandi casi disciplinari nella storia della Premier League. L’esito, secondo il media britannico, può avere conseguenze che vanno ben oltre il Manchester City stesso e influenzare il calcio d’élite degli ultimi due decenni.
Il fascicolo si divide in cinque grandi blocchi. 54 capi d’accusa sono legati alla presunta mancanza di informazioni finanziarie accurate tra le stagioni 2009-10 e 2017-18. Altri 14 riguardano le informazioni fornite sui pagamenti a giocatori e allenatori.
A questi si aggiungono cinque violazioni delle norme UEFA, incluso il Fair Play Finanziario, commesse tra il 2013-14 e il 2017-18. Ci sono inoltre sette capi d’accusa legati alle regole di sostenibilità e profitti della Premier League e altri 35 per la presunta mancata collaborazione del club durante l’indagine, tra dicembre 2018 e febbraio 2023.
La cifra ufficiale è 115, anche se alcune analisi hanno indicato che il numero delle possibili violazioni potrebbe essere stato superiore. Il fascicolo che è infine arrivato al procedimento disciplinare è stato fissato a quei 115 capi d’accusa.
La storia è iniziata nel 2008, quando il gruppo proprietario legato ad Abu Dhabi ha preso il controllo del Manchester City per circa 200 milioni di sterline. Poco dopo è arrivato Robinho, in un’operazione che ha simboleggiato il nuovo potere economico del club.
Nel 2011 è arrivata la FA Cup e, un anno dopo, il primo titolo di Premier League. Il gol di Sergio Agüero contro il QPR trasformò quella stagione in un momento storico per il club.
Ma i dubbi finanziari sono emersi presto. Nel 2013, le inchieste di Der Spiegel, Football Leaks e altri media hanno messo sotto i riflettori vari accordi di sponsorizzazione e presunti pagamenti legati a Roberto Mancini e ad altre operazioni.
Il City respinse quelle accuse e sostenne che le email utilizzate come base delle notizie erano state ottenute illegalmente e presentate fuori contesto.
Nel 2014, la UEFA ha sanzionato il club per violazioni legate al Fair Play Finanziario. La multa inizialmente arrivò a 49 milioni di sterline, anche se successivamente il Tribunale Arbitrale dello Sport ridusse la sanzione effettiva ed evitò un’esclusione dalle competizioni europee.
L’indagine ha ripreso forza nel 2018 dopo nuove pubblicazioni di Der Spiegel. Nel 2020, la UEFA arrivò a imporre al Manchester City una sospensione di due anni dalle competizioni europee. Tuttavia, il TAS annullò successivamente il divieto e ridusse la multa.
Il procedimento della Premier League era diverso e ha poi portato all’accusa formale del febbraio 2023.
L’udienza sul caso si è svolta a porte chiuse tra settembre e dicembre 2024. Quasi due anni dopo, il 25 settembre 2026, è emerso che la commissione avrebbe ritenuto il Manchester City colpevole in 114 dei 115 capi d’accusa.
Ma il procedimento non è ancora terminato. La sanzione non è stata annunciata e il club sostiene che continuerà a difendere la propria posizione. Il suo presidente, Khaldoon Al-Mubarak, ha ribadito pubblicamente che il City confida di dimostrare la propria innocenza nel corso del procedimento.
Le potenziali conseguenze sono enormi. Tra le opzioni prese in considerazione ci sono una multa economica, una pesante penalizzazione in classifica o persino una retrocessione. È stata anche ipotizzata la possibilità di rivedere i titoli ottenuti durante il periodo oggetto dell’indagine, anche se qualsiasi misura concreta dipenderà dalla decisione e dai successivi ricorsi.
Il caso non riguarda soltanto il Manchester City. Altri club potrebbero valutare richieste di risarcimento economico se riterranno che le presunte violazioni abbiano alterato posizioni in classifica, accesso alle competizioni europee o introiti.
Per ora una cosa è chiara: i 115 capi d’accusa hanno smesso di essere soltanto una minaccia sul futuro del City. Con la decisione trapelata, il calcio inglese entra in una nuova fase di un caso che potrebbe richiedere ancora anni prima di chiudersi.
Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇪🇸 qui.







































