EPL Index
·3 ottobre 2026
Una stella dell'Arsenal fuori per qualche settimana per infortunio

In partnership with
Yahoo sportsEPL Index
·3 ottobre 2026

L’Arsenal potrebbe ritrovarsi tra le mani un problema fin troppo familiare: un attaccante che si procura un infortunio muscolare durante gli impegni con la nazionale e rientra con forti dubbi sulla sua disponibilità. Secondo Standard Sport, Christos Tzolis rischia fino a tre settimane di stop dopo il problema al bicipite femorale accusato mentre giocava con la Grecia.
Il 24enne, arrivato in estate dal Club Brugge, è rimasto in campo meno di 20 minuti nel pareggio della Grecia in Nations League contro i Paesi Bassi prima di fermarsi per quello che è stato descritto come un problema al bicipite femorale destro. Già questo è motivo di preoccupazione. Ma ciò che è successo dopo ha reso tutto ancora più significativo. A quanto pare, Tzolis voleva continuare.
Il ct della Grecia Ivan Jovanovic ha raccontato lo scambio con toni vivaci. Ha detto: “Come lo gestisco? Ditemelo voi. Sono il suo allenatore, gli dico di uscire e lui mi dice ‘Io non esco’.” Poi ha aggiunto: “Gli ho detto di uscire, perché sospettavo che non avrebbe reagito così se non avesse sentito qualcosa. Oggi non sappiamo quanto sia grave il danno, ma speravo fosse solo una fitta, qualcosa di temporaneo.”
È un atteggiamento ammirevole, ma anche esattamente il tipo di cosa che i club odiano sentire a ottobre. Il calcio internazionale ha prestigio, i giocatori vogliono rappresentare il proprio Paese e gli allenatori dei club possono solo sperare che i danni siano limitati. L’Arsenal ora attende i risultati degli esami dopo che Tzolis si è sottoposto a test in Grecia venerdì.

Foto: IMAGO
Le prime indicazioni, ancora una volta riportate da Standard Sport, sono che Tzolis potrebbe restare ai box per circa 20 giorni. Tre settimane non sono un disastro in assoluto, ma la tempistica conta. L’Arsenal sta per entrare in una serie fitta di impegni tra Premier League, Champions League e competizioni nazionali. Togli un attaccante dalle rotazioni e il margine d’errore si riduce in fretta.
Se la stima attuale si rivelerà corretta, Tzolis salterà la sfida casalinga contro il Leeds il 10 ottobre, quella contro il Lille all’Emirates il 13 ottobre e la trasferta contro il Nottingham Forest il 18 ottobre. In teoria potrebbe rientrare in tempo per il Bayern Monaco il 21 ottobre, ma sembra un’ipotesi ottimistica. Un obiettivo più sensato sarebbe l’Everton tre giorni dopo.
Le parole di Jovanovic hanno anche chiarito perché abbia deciso di togliere la scelta dalle mani del giocatore. “A dire il vero non avevo alcun motivo per fare diversamente, perché queste non sono qualificazioni, è la Nations League. Prima di tutto volevo proteggere il giocatore.” È stata la scelta giusta. Gli allenatori sono lì per gestire, non per assecondare la testardaggine di un giocatore quando c’è di mezzo un bicipite femorale.
Per Mikel Arteta, qui si tratta meno di panico e più di un contrattempo. Ottobre può mettere a nudo qualsiasi rosa. Sei partite in un mese, tre competizioni, esigenze che cambiano, avversari diversi. Tzolis forse non è il nome di copertina nell’attacco dell’Arsenal, ma i giocatori di rotazione sembrano secondari solo finché non diventano indisponibili.
L’ultima frase di Jovanovic ha riassunto bene lo spirito dell’episodio: “Non voleva restarmi vicino per uscire. Invece è andato a difendere il calcio d’angolo. E poi è uscito. Questi sono i nostri giocatori.” Un bel sentimento, anche se ai tifosi dell’Arsenal interesserà più l’esito degli esami che il romanticismo del momento.
La situazione, al momento, è questa. L’Arsenal aspetta, Tzolis è sotto valutazione e un mese già molto intenso potrebbe essere diventato un po’ più complicato.
Dal punto di vista di un tifoso dell’Arsenal, questo è esattamente il tipo di aggiornamento che irrita. Spendi soldi per un giocatore, lo inserisci nei meccanismi, programmi la stagione contando su diverse opzioni, e poi il calcio internazionale te ne toglie una prima ancora che il mese entri davvero nel vivo. Nessuno dà la colpa a Tzolis per aver voluto giocare con la Grecia, questo è ovvio. Il problema è che ora il conto lo paga l’Arsenal.
E sì, le frasi su spirito e mentalità suonano bene. Suonano sempre bene nell’immediato. Ma i tifosi non ottengono punti per il coraggio in una partita di Nations League. Se un giocatore avverte un fastidio al bicipite femorale, deve uscire. Fine della storia. La frase “Io non esco” può farlo sembrare determinato, ma dovrebbe anche far rabbrividire i tifosi dell’Arsenal.
Ciò che rende la cosa ancora più fastidiosa è la tempistica. Leeds, Lille e Nottingham Forest non sono partite da prendere alla leggera. La gestione della rosa conta, soprattutto se l’Arsenal vuole davvero mantenere alti gli standard in più competizioni. Un’assenza di tre settimane può facilmente diventare di quattro se il recupero viene affrettato, e gli infortuni ai bicipiti femorali sono notoriamente insidiosi sotto questo aspetto.
Perciò il club deve essere inflessibile. Nessun rischio, nessuna decisione dettata dall’emotività, nessun discorso su un rientro anticipato contro il Bayern Monaco se non è pronto. Si sfrutti la rosa, si gestiscano i minuti e ci si assicuri che questo non diventi uno di quei piccoli infortuni che si trascinano per mezza stagione. L’Arsenal ha obiettivi più importanti che affrettare un rientro a ottobre.
Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🏴 qui.







































