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·14 settembre 2026
Unión, fabbrica di talenti: cessioni oltre i 40 milioni di USD

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·14 settembre 2026

Nel calcio argentino, la formazione e il successivo trasferimento dei calciatori sono diventati uno dei principali strumenti di sostenibilità per i club che non dispongono della forza economica delle istituzioni più grandi. In questo contesto, l’Unión è riuscito a consolidare negli ultimi anni un modello basato sulla promozione dei giovani, sulla valorizzazione dei propri calciatori e sul mantenimento di percentuali che gli permettono di continuare a generare entrate anche dopo aver concluso una cessione.
Sotto la guida di Luis Spahn, il Club Atlético Unión avrebbe generato, dal suo ritorno in Primera División, un volume di trasferimenti superiore ai 40 milioni di USD, prendendo come riferimento le operazioni con importi comunicati ufficialmente dall’istituzione e quelle i cui valori sono stati diffusi da club acquirenti, organismi o media specializzati.
Il processo ha avuto diverse fasi e protagonisti, ma ha mantenuto una stessa logica: puntare su giocatori cresciuti nel settore giovanile, valorizzarli in Prima Squadra e poi trasferirli al mercato nazionale o internazionale, cercando in vari casi di conservare percentuali su future cessioni.
Secondo i dati presentati dall’istituzione, le operazioni con importi confermati e netti rappresentano oltre 35,3 milioni di USD, cifra che si avvicina ai 35,7 milioni di USD considerando le clausole di plusvalenza minima garantita.
Uno dei primi grandi movimenti di questo periodo si è verificato nel 2019, quando l’Unión ha concretizzato le partenze di Diego Zabala, Emanuel Brítez, Mauro Pittón e Bruno Pittón verso Rosario Central e San Lorenzo. Il pacchetto ha rappresentato un incasso lordo di 6.125.000 USD e un netto stimato di 4.501.875 USD.
La cessione individuale più importante comunicata dal club è stata quella di Juan Ignacio Nardoni al Racing Club, nel 2023. L’operazione è stata fissata in 4.750.000 USD netti per i diritti che appartenevano originariamente all’Unión, mentre l’importo totale dell’operazione per il club acquirente ha raggiunto i 6 milioni di USD considerando le imposte.
Nello stesso mercato, un altro dei grandi incassi è stato quello di Imanol Machuca al Fortaleza, per 3.125.000 USD corrispondenti al 50% dei diritti economici.
Un anno dopo, Kevin Zenón è passato al Boca Juniors per 3.405.000 USD per l’80% del suo cartellino. L’operazione ha incluso anche l’acquisto di una percentuale del cartellino di Mauro Luna Diale e il prestito di Simón Rivero.
L’elenco delle cessioni rilevanti si è ampliato con Gastón González all’Orlando City, per 2.600.000 USD per il 70%; Joaquín Mosqueira al Talleres, per 2.700.000 USD per la totalità dei diritti; e, più recentemente, Mateo Del Blanco al Racing Strasburgo, in un trasferimento valutato 2.850.000 USD.
A questi nomi si aggiungono operazioni come quelle di Lucas Esquivel all’Athletico Paranaense, Rafael Profini al Kharkiv FC, Mauro Luna Diale all’Akhmat, Juan Carlos Portillo al Talleres e Franco Soldano all’Olympiacos, tra le altre.
Il volume generato dall’Unión aumenta se si considerano operazioni i cui importi non sono stati comunicati ufficialmente dall’istituzione, ma sono stati riportati dai club acquirenti o da media specializzati.
In questo gruppo compaiono trasferimenti come quello di Mauricio Martínez al Rosario Central, operazione che avrebbe raggiunto i 2.700.000 USD; la partenza di Yeimar Gómez Andrade ai Seattle Sounders, per una cifra vicina a 1.600.000 USD; e i trasferimenti di Enrique Triverio al Toluca e Víctor Malcorra al Tijuana, stimati rispettivamente in 1.100.000 e 1.000.000 USD.
Compaiono anche i trasferimenti di Diego Barisone al Lanús, per circa 600.000 USD, e di Rolando García Guerreño allo stesso club, per circa 500.000 USD.
Questo insieme di operazioni permette di portare il volume generato dal mercato dei trasferimenti a oltre 40 milioni di USD dal ritorno del Tatengue nella massima categoria.
Uno degli aspetti più importanti del modello adottato dall’Unión è legato alla possibilità di conservare percentuali o stabilire clausole di plusvalenza nelle operazioni.
Ciò significa che un trasferimento non rappresenta necessariamente l’ultimo incasso che il club può ricevere per un calciatore. Se quel giocatore viene rivenduto dal suo nuovo club, l’Unión può ottenere un nuovo compenso in base alle condizioni pattuite originariamente.
Il caso di Nardoni è uno degli esempi più chiari. Dopo il suo arrivo al Racing, il centrocampista è stato trasferito al Grêmio del Brasile per una cifra vicina agli 8 milioni di USD più variabili. In base alla plusvalenza concordata nell’operazione originaria, l’Unión avrebbe diritto a percepire un nuovo introito.
Una situazione simile si è verificata con Kevin Zenón, il cui successivo trasferimento dal Boca Juniors all’Atlas del Messico ha riportato in primo piano la percentuale che l’Unión aveva conservato.
In questa equazione compare anche Juan Carlos Portillo, il cui trasferimento dal Talleres al River Plate ha aperto la possibilità di nuove entrate per l’istituzione santafesina.
Con strategie diverse e operazioni dalle caratteristiche differenti, l’Unión è riuscito a trasformare il proprio vivaio e la valorizzazione dei suoi calciatori in una delle principali fonti di risorse dell’istituzione.
Il processo non si limita alle cessioni di giocatori cresciuti direttamente nel settore giovanile. Include anche calciatori arrivati da altri club, valorizzati a Santa Fe e successivamente trasferiti, oltre a operazioni in cui il Tatengue ha deciso di conservare percentuali pensando a future trattative.
In questo scenario, i trasferimenti di Maizón Rodríguez al Krasnodar in Russia e la situazione di Thiago Cardozo con il Belgrano, tra altre operazioni recenti, possono continuare a modificare l’equazione economica.
Il bilancio del periodo mostra così un denominatore comune: l’Unión è riuscito ad affermarsi come un club capace di generare entrate importanti a partire dal mercato dei trasferimenti, con una politica che combina formazione, sviluppo, cessioni e partecipazione a future plusvalenze.
Per un’istituzione che compete con bilanci sensibilmente inferiori a quelli dei principali club del calcio argentino, questa capacità di trasformare i calciatori in patrimonio costituisce uno strumento centrale per sostenere la propria struttura e progettare nuovi cicli sportivi.
Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇪🇸 qui.







































