Juventusnews24
·9 agosto 2026
Vaciago a 360°: «Di Gregorio non è più proponibile. Bene Alajbegovic e Kolo Muani, mentre a centrocampo l’unico ad avere qualità è Douglas Luiz»

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·9 agosto 2026

Il direttore di Tuttosport, Guido Vaciago, ha commentato il primo derby d’Italia stagionale tra Juventus e Inter terminato 2-1 per la squadra nerazzurra. Queste le sue parole in merito al match e alla rosa.
SULLA PARTITA – «Il problema della Juventus è la circolazione della palla: lenta e prevedibile, che rende difficoltosa l’uscita dal pressing avversario e la costruzione di qualcosa di concreto in attacco. Per non parlare della malinconia calcistica nel vedere Yildiz costretto a cercare la palla nella propria trequarti. Certo, non può e non deve essere una partita di agosto a tracciare giudizi troppo definitivi, ma il limite mostrato dagli uomini scelti da Spalletti contro l’Inter (soprattutto nel primo tempo) riecheggia sinistramente i limiti già visti in passato. Cosa che un poco inquieta i tifosi bianconeri. Anche perché, finora, nelle amichevoli di questo precampionato, comprese quelle vinte, la Juve non ha mai mostrato la scioltezza che, invece, ha sfoggiato ieri l’Inter.»
SULL’INTER – «Senza strafare e senza dare l’impressione di essere una squadra imbattibile (ma più forte sì), l’Inter ha, infatti, giostrato la palla in modo più fluido e veloce, superando troppo spesso il pressing bianconero senza dare l’impressione di faticare granché. La differenza con la Juventus, infatti, è soprattutto nella semplicità con cui i nerazzurri (senza Lautaro e Thuram) si trovano e si muovono in sincrono. Quindi, prima di discutere di quanto servirebbe alla Juve un centravanti forte fisicamente, ovvero “l’uomo d’area” che sogna Spalletti sarebbe il caso di capire, prima, come la palla può arrivarci, nell’area avversaria. Cosa che, ieri, è capitata poco, pochissimo nel primo tempo. Questione di movimenti collettivi poco precisi, ma anche di velocità.»
SUL CENTROCAMPO – «La preparazione potrebbe avere a che fare con tutto ciò: siamo in un periodo dell’anno in cui tre giorni di carichi un po’ più pesanti possono trasfigurare le condizioni atletiche di una squadra in un senso o nell’altro (basti pensare che il Chelsea, battuto dalla Juve, mercoledì, ieri ha strapazzato 3-0 il Milan). Locatelli, per esempio, è parso un po’ imballato. Di fianco a lui, invece, Douglas Luiz ha finito per instillare lo stesso dubbio di sempre: riuscirà a migliorare l’intensità, l’applicazione costante e la concentrazione sulla partita? Perché, parliamoci chiaro, nel centrocampo della Juve sembra l’unico ad avere le qualità tecniche necessarie all’indispensabile salto di qualità, ma se cammina o se dorme in difesa (come nell’azione del primo gol interista), allora Spalletti non può progettare di proporlo in campionato.»
SULL’ATTACCO – «In compenso, la Juventus del secondo tempo è parsa più brillante e incisiva: l’ingresso di Kolo Muani, Alajbegovic e Conceiçao ha donato logica e qualità alla fase offensiva. Kolo si fa vedere e si fa trovare (David era stato un fantasma nel primo tempo), Alajbegovic ha talento e la sfacciataggine di metterlo in mostra, Conceiçao, alla fine, è sempre quello che crea un po’ di scompiglio nella difesa avversaria. Insomma, il 2-2 non sarebbe stato un furto e questo smussa qualche spigolo dei cattivi pensieri del primo tempo, ma che la Juve sia ancora incompleta è lampante. E sì, il pezzo più urgente da aggiungere è il portiere. Ma non è una notizia.»
SU DI GREGORIO – «Non servivano i gravissimi errori tecnici di ieri per appurare che Di Gregorio non è più proponibile con la maglia della Juve, non solo per la Juve, ma anche per lo stesso Di Gregorio che rischia di bruciare la sua carriera, peraltro già ammaccata dalla sgangherata uscita social di un mese fa, quando il suo agente aveva attaccato Comolli e gli attaccanti per provare a difendere la stagione del suo assistito. Il portiere, però, è il nodo più intricato della campagna acquisti bianconera che si è incagliata in vari numeri uno poi scartati per varie ragioni e adesso insegue Suzuki in prestito, tenendo comunque aperti altri tavoli (non tutti noti), ma lo fa con l’urgenza di chiudere entro l’inizio del campionato, per evitare ulteriori imbarazzi. Se il resto dei pezzi mancanti può arrivare anche dopo il 23 agosto, il portiere deve arrivare subito.»
SUL FALLO A KOLO MUANI – «Sarebbe urgente anche sapere cosa pensa la giustizia sportiva delle carte del cosiddetto caso “Arbitropoli”, che la Procura di Milano ha girato alla Procura della Figc da quasi un mese. Ieri, nel finale di partita, la Juve ha protestato per un fallo su Kolo in area che a qualcuno è parso passibile di penalty. Ora, per fortuna non esiste polemica in un’amichevole a Perth, ma quella situazione dovrebbe suonare come un piccolo allarme: la stessa azione, lo stesso contatto e la stessa dinamica in una sfida di campionato avrebbe scatenato l’inferno. Soprattutto oggi alla luce dei sospetti sollevati dal cosiddetto “caso arbitropoli”. L’archiviazione del caso sotto il profilo penale non ha cancellato i retropensieri e ha comunque lasciato la porta aperta a un’indagine della giustizia sportiva. Sarebbe importante fare al più presto chiarezza, perché il mondo del tifo (e dei media) nel nostro Paese è già noto per le sue fi brillanti congetture arbitrali se si aggiungono i rigurgiti di quelle intercettazioni, il rischio che deflagri un putiferio è reale. In fondo non ci hanno sempre detto che la «giustizia sportiva deve essere veloce»? A meno che non intendessero che è così solo per una squadra»
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