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·17 agosto 2026

Valencia trascina il Ñublense e affonda La Calera in retrocessione (Video)

Immagine dell'articolo:Valencia trascina il Ñublense e affonda La Calera in retrocessione (Video)

Il Ñublense ha piazzato un altro colpo importante nella Liga de Primera, imponendo le proprie condizioni fin dall’inizio e sfruttando la concretezza di un giocatore che alla fine si è rivelato decisivo in entrambi i momenti chiave della gara: Sebastián Valencia.

I «Diablos Rojos» hanno battuto l’Unión La Calera e conquistato tre punti dal valore molto diverso per le due squadre: mentre i chillanejos rafforzano la loro candidatura ai posti internazionali, i «cementeros» aggravano una crisi che li ha già fatti precipitare all’ultimo posto in classifica.

Il Ñublense ha trovato subito le risposte di cui aveva bisogno. Al 23° minuto, Valencia è sbucato in area per colpire di testa con precisione su assist di Matías Plaza e firmare l’1-0. Il gol non solo ha premiato il predominio iniziale della squadra di casa, ma ha anche confermato una delle principali qualità che la squadra ha saputo sfruttare durante l’incontro: la capacità di usare il gioco aereo come un’arma offensiva concreta ed efficace.

Il vantaggio ha permesso al Ñublense di gestire la partita con maggiore tranquillità e ha costretto La Calera a cambiare progressivamente atteggiamento. Gli ospiti avevano bisogno di reagire, ma hanno trovato difficoltà nel trasformare il possesso palla e gli avvicinamenti in occasioni davvero pericolose.


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E quando sembrava che il primo tempo si sarebbe chiuso con un margine minimo, è ricomparso Valencia. Al 44° minuto, il difensore ha trovato spazio per provarci da fuori area e ha lasciato partire un tiro dalla media distanza che si è infilato direttamente all’incrocio dei pali, senza lasciare scampo al portiere Nicolás Avellaneda. È stato un gran gol che ha ampliato il vantaggio proprio prima dell’intervallo e che, inoltre, sembrava mettere il Ñublense in una posizione di controllo assoluto.

Il 2-0 rifletteva anche l’efficacia di una squadra che aveva saputo individuare dove poteva far male. Valencia non solo stava dominando nel gioco aereo, ma aveva anche dimostrato di avere le risorse per colpire da posizioni più lontane dall’area. Questa versatilità lo ha reso la figura determinante di un primo tempo in cui il Ñublense è riuscito a segnare due volte e a costruire un vantaggio considerevole.

Nel secondo tempo, l’Unión La Calera ha alzato il baricentro e ha cercato una reazione attraverso sostituzioni a vocazione offensiva. La strategia ha avuto conseguenze: i «cementeros» hanno iniziato ad assumersi maggiori rischi e sono riusciti a stabilirsi con maggiore frequenza nella metà campo avversaria.

Il Ñublense, invece, ha perso parte dell’intensità mostrata nel primo tempo. I cambi effettuati dalla squadra di casa hanno finito per incidere sulla sua presenza nella zona mediana e la squadra ha smesso di esercitare lo stesso controllo territoriale. Questa perdita di dominio ha permesso a La Calera di crescere e di trovare spazi per provare a cambiare la storia della partita.

Al 72° minuto, i padroni di casa erano persino riusciti a trovare il terzo gol con Diego Céspedes, ma la festa è durata poco. L’intervento del VAR ha finito per annullare la rete, impedendo al Ñublense di allungare su un margine che, se fosse stato convalidato, avrebbe praticamente chiuso l’incontro.

La decisione ha tenuto in vita La Calera e si è rivelata un elemento importante nello sviluppo dei minuti finali. Cinque minuti dopo, al 77°, gli ospiti hanno finalmente trovato il gol che ha riaperto la partita. Christopher Díaz ha colpito di testa su assist di Kevin Méndez e ha firmato il 2-1, riportando incertezza nel match.

Il gol ha cambiato completamente lo scenario. La Calera ha capito che la rimonta era possibile e si è lanciata alla ricerca del pareggio, mentre il Ñublense ha dovuto arretrare e gestire un vantaggio che non sembrava più così comodo come nel primo tempo.

I numeri riflettono questa trasformazione. I «cementeros» hanno chiuso con più tiri nello specchio, con cinque conclusioni contro le quattro del Ñublense, una dimostrazione di come la dinamica della partita si sia progressivamente spostata verso la squadra ospite. Tuttavia, la squadra di Chillán è riuscita a resistere e a conservare un vantaggio costruito con grande efficacia nei primi 45 minuti.

Dal punto di vista tattico, la partita lascia una lettura chiara. Il Ñublense è stato capace di sfruttare le caratteristiche di Valencia, soprattutto la sua forza nel gioco aereo e la sua capacità di calciare dalla media distanza. Inoltre, ha accumulato 10 calci d’angolo, una cifra che riflette il volume offensivo generato per buona parte dell’incontro e l’insistenza con cui ha cercato di attaccare sulle fasce e riempire l’area.

Il problema è emerso dopo l’intervallo. Il calo di intensità e l’indebolimento del controllo a centrocampo hanno permesso a La Calera di alzarsi maggiormente e di trovare spazi che nel primo tempo praticamente non aveva avuto. Il Ñublense ha finito per difendere più vicino alla propria area di quanto probabilmente avrebbe voluto, ma è comunque riuscito a raggiungere l’obiettivo principale: mantenere il risultato.

Per l’Unión La Calera, invece, la sconfitta ha conseguenze molto più profonde di una giornata senza punti. I 13 punti accumulati lo lasciano all’ultimo posto della classifica e confermano uno scenario sempre più delicato. La sconfitta contro il Ñublense rappresenta inoltre la terza sconfitta consecutiva, una tendenza che comincia a trasformare la lotta per la salvezza in una minaccia concreta.

La squadra «cementera» resta così in una zona critica di retrocessione diretta, con pochissimo margine per continuare a sprecare occasioni. La necessità di reagire non è più soltanto matematica: è anche calcistica e psicologica. Ogni giornata che passa senza fare punti aumenta la pressione e riduce le possibilità di uscire dal fondo della classifica.

La realtà del Ñublense è completamente diversa. Con questa vittoria, i «Diablos Rojos» hanno raggiunto 29 punti e sono saliti al quarto posto, insediandosi direttamente nella zona di qualificazione alla Copa Sudamericana e, allo stesso tempo, restando a ridosso delle posizioni che assegnano i pass per la Copa Libertadores.

Questa differenza di realtà riassume perfettamente quanto accaduto a Chillán. Il Ñublense ha iniziato imponendo le proprie condizioni, ha trovato in Valencia una figura determinante e ha costruito un vantaggio che poi ha dovuto difendere con più sofferenza del previsto. La Calera ha reagito tardi, ha approfittato della perdita di controllo dei padroni di casa ed è andata vicina a complicare il finale, ma ancora una volta è rimasta senza premio.

Per i chillanejos, il risultato conferma che esiste una base competitiva capace di mantenerli in corsa per obiettivi più ambiziosi. Per La Calera, invece, il tempo comincia a trasformarsi in un nemico. Il Ñublense guarda in alto; i «cementeros» non possono più smettere di guardare in basso.

/Monchi Vigueras, corrispondente di Todo Fútbol nella Regione di Ñuble

Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇪🇸 qui.

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