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·20 settembre 2026
Vanoli (s.stampa): “Non dobbiamo guardare alla classifica, quello che più mi rimane è la reazione. Ringrazio i tifosi per il tifo straordinario”

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·20 settembre 2026

Al termine della partita tra Fiorentina e Napoli, terminata in pareggio, in sala stampa è intervenuto l’allenatore dei viola Paolo Vanoli. Di seguito le sue dichiarazioni.

Vanoli in sala stampa – Fiorentinauno.com
Ecco la conferenza stampa del Mister, come riportato da TMW: Non dobbiamo guardare alla classifica ma a quello che stiamo facendo. Ringrazio i tifosi che hanno fatto un tifo straordinario, ci sono venuti a fare un grande in bocca al lupo e noi spero che li abbiamo soddisfatti. Oggi abbiamo affrontato una squadra forte, a viso aperto e con coraggio. Abbiamo commesso degli errori su cui lavorare ma oggi ho visto la voglia di voler andare a fare risultato. Bravi tutti, perché quello che più mi rimane di queste due gare è la reazione una volta andati sotto dopo due traverse. Sull’angolo ci siamo addormentati, ma abbiamo avuto la lucidità di rimanere in partita. I due portieri sono stati i migliori in campo: sapevo che giocare alle 12:30 sarebbe stato complesso ma se andiamo a vedere i tiri e le palle recuperate si capisce che siamo stati bravi.
Alla domanda su cosa è mancato alla Fiorentina per vincere, Vanoli risponde:
Penso che quello che ha detto Allegri valga anche per noi: anche noi abbiamo avuto tante occasioni, forse abbiamo fatto gol sull’occasione meno nitida. Faccio i complimenti a Valdepenas che è entrato bene: questo è lo spirito giusto, specie per chi entra.
“Si aspettava di avere un impatto così immediato?”
Quando conosci l’ambiente è facile. Sono tornato con grande voglia e determinazione. Voglio fare un progetto importante con questi ragazzi.
Alla domanda sul motivo per cui Oulai non è entrato, Vanoli risponde:
Non bisogna guardare singolarmente il giocatore ma la squadra. Io devo sacrificare alcune volte il talento con l’equilibrio. La squadra prima di me aveva preso tanti gol. Per me lui è un Kanté che però era un giocatore che usava più la testa, mentre lui usa più l’istinto. Di sicuro farà grandi cose in futuro ma Fagioli e Ndour sanno già cosa fare. Oulai è un elemento che mi entusiasma, ma non posso schierarli tutti. Dobbiamo imparare a soffrire. Senza la sofferenza non si va da nessuna parte. Ho detto ai giocatori che saremmo stati dei dei presuntuosi se avessimo pensato di non soffrire con il Napoli.
“Su cosa ha lavorato fin qui maggiormente?”
C’era talento ma non c’era una squadra. Vedere Mastantuono che fa le corse all’indietro e si sacrifica è bello. Il campione è anche uno al servizio della squadra. Senza quella base non si va lontano. Alla fine della gara di Venezia, Mastantuono ha avuto la lucidità di dire che il migliore in campo era stato Fagioli. Mi è venuta la pelle d’oca: allora ho capito che possiamo andare lontano e fare bene. La cosa che mi è piaciuta meno è stata la gestione della partita. Ciò che mi è piaciuto tanto è stata la capacità di restare in partita.
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