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·29 maggio 2026
VAR, caso Rocchi e crisi arbitrale: il calcio italiano cerca ancora uniformità | Vedi La Tripletta

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·29 maggio 2026

Nel corso dell’ultima puntata di La Tripletta abbiamo analizzato i principali temi che hanno caratterizzato la stagione arbitrale appena conclusa, affrontando anche alcune delle polemiche più delicate del campionato. C’è però un punto da cui partire: ancora oggi, su diversi episodi chiave, è difficile esprimere giudizi definitivi. Il motivo è semplice: è emerso troppo poco rispetto a quanto accaduto realmente all’interno delle sale VAR.
Proprio tornando sul tema VAR, abbiamo ricordato anche un aspetto spesso poco conosciuto dal grande pubblico. In passato, infatti, non esisteva ancora il VAR Center centralizzato e, per regolamento, una volta iniziata la partita la porta della sala VAR doveva restare chiusa, così da evitare qualsiasi interferenza esterna nel processo decisionale arbitrale. Un dettaglio importante per comprendere meglio il contesto operativo nel quale venivano prese determinate decisioni.
Ampio spazio è stato dedicato anche alle valutazioni arbitrali e al lavoro del designatore Gianluca Rocchi, chiamato a gestire una stagione particolarmente complessa e ricca di tensioni. Pur riconoscendo le difficoltà nella gestione tecnica dell’intera CAN, è difficile parlare di una stagione pienamente sufficiente. La criticità principale è stata infatti la mancanza di uniformità nelle valutazioni: troppi episodi simili sono stati giudicati con criteri differenti, generando confusione tra addetti ai lavori, tifosi e società. È proprio sui cosiddetti “cluster” arbitrali che il sistema deve ritrovare solidità: il calcio moderno può accettare l’errore, ma molto meno l’incoerenza.
Tra gli aspetti più positivi della stagione spicca invece Andrea Colombo. L’arbitro lombardo è probabilmente quello che ha mostrato la crescita più convincente in termini di personalità, equilibrio tecnico, gestione disciplinare e capacità di leggere le gare. Una candidatura credibile per diventare uno dei riferimenti arbitrali del futuro.
Nel corso della puntata si è affrontato anche un tema ben più preoccupante: la crescente violenza nei confronti degli arbitri. Il movimento arbitrale italiano sta attraversando una crisi importante, soprattutto a livello giovanile. Sempre più ragazzi hanno paura di arbitrare, condizionati da aggressioni, minacce e da un clima spesso diventato insostenibile. Ed è forse questa la vera emergenza che il calcio italiano dovrà affrontare nei prossimi anni: senza nuovi arbitri, senza ricambio generazionale e senza tutela della categoria, l’intero sistema rischia di entrare in difficoltà strutturale.
Analizzando infine gli errori più rilevanti della stagione, il caso mediaticamente più discusso resta inevitabilmente Inter-Juventus con l’espulsione di Kalulu. Un episodio che ha avuto conseguenze importanti anche sul piano regolamentare, considerando che proprio da quel caso l’IFAB ha iniziato a valutare una modifica del protocollo VAR, introducendo la possibilità di intervento anche sui secondi cartellini gialli.
Dal punto di vista puramente tecnico e concettuale, però, l’errore più grave resta il contatto Scalvini-Frattesi. Sulle soglie di intervento relative ai contatti bassi — più che su quelli alti — il calcio dovrebbe avere parametri chiari e condivisi. È lì che si misura davvero la credibilità tecnica del sistema arbitrale: nella capacità di mantenere nel tempo una linea coerente e riconoscibile. Ed è probabilmente proprio questa uniformità che oggi il calcio italiano continua ancora a cercare. Guarda la puntata completa sul canale Youtube di La Gazzetta dello Sport.
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