Vent’anni di utili e zero debiti, eppure il mercato è a saldo zero: l’analisi dei conti svela la beffa | OneFootball

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·1 gennaio 2026

Vent’anni di utili e zero debiti, eppure il mercato è a saldo zero: l’analisi dei conti svela la beffa

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C’è un confine sottile tra la prudenza gestionale e il cortocircuito burocratico, ed è esattamente su questa linea che si sta consumando la rabbia del Napoli. Giovanni Manna non ha usato mezzi termini per definire la situazione attuale: un “grandissimo paradosso”. Il direttore sportivo azzurro ha puntato il dito contro un sistema che, nel tentativo di uniformare le regole UEFA, ha finito per ingabbiare una delle poche realtà davvero virtuose del calcio italiano.

Napoli virtuoso, ma il sistema lo punisce: la beffa dell’indice di liquidità

“Siamo una delle società più sane, con liquidità e patrimonio netto positivo. Per me c’è stato un blocco un po’ scorretto, ma faremo di necessità virtù”, ha tuonato Manna. Ma è solo uno sfogo di parte o c’è della sostanza? La risposta, analizzando i bilanci, è un “sì” inappellabile. Come sottolineato da Tuttomercatoweb, i numeri della gestione De Laurentiis raccontano una storia di sostenibilità quasi unica nel panorama nazionale. Dal 2004 ad oggi, il patron ha chiuso i bilanci portando utili complessivi per 109,9 milioni di euro. Un dato mostruoso se si considerano le perdite sistemiche della Serie A. Ancor più impressionante è il dato recente: nonostante il “rosso” fisiologico dell’ultima stagione 2024-25 (-21,4 milioni) e le difficoltà legate al Covid che hanno colpito tutti, il Napoli ha macinato utili per circa 120 milioni nell’ultimo triennio (trainati dai +79,7 del 2023 e dai +63 del 2024).


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Certo, la cessione di Kvaratskhelia ha aiutato a puntellare i conti scorsi, ma non è stata l’unica ancora di salvezza. La verità è che il Napoli è una macchina da utili strutturale. Trovarsi oggi con il mercato bloccato per il mancato rispetto di un singolo indicatore (l’indice di liquidità), pur avendo una solidità patrimoniale invidiabile e zero debiti pregressi rilevanti, appare come una beffa. Un vizio di forma che costringe un club ricco a comportarsi come uno povero, mentre chi naviga nei debiti spesso trova scorciatoie. Manna ha ragione: i conti sono in ordine, è la regola a non quadrare.

Andrea Alati

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