Ventura sulla Nazionale: «La colpa non è tutta dei Ct! Nel 2006 avevamo una generazione di fenomeni» | OneFootball

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·6 aprile 2026

Ventura sulla Nazionale: «La colpa non è tutta dei Ct! Nel 2006 avevamo una generazione di fenomeni»

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Gian Piero Ventura, ex Ct della Nazionale, è intervenuto in seguito all’eliminazione rimediata con la Bosnia. Le dichiarazioni

L’ex Commissario tecnico Gian Piero Ventura è intervenuto a Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1 per commentare la nuova eliminazione dell’Italia dal Mondiale. Il tecnico ha evidenziato le difficoltà strutturali del calcio italiano, sottolineando come il problema non sia episodico ma sistemico. Ventura ha analizzato il momento degli azzurri, indicando la necessità di un cambiamento profondo per tornare competitivi a livello internazionale. Vi riportiamo le sue dichiarazioni:


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ELIMINAZIONE «Non è tutta colpa dei Ct, è evidente. Ha le sue responsabilità, ma non è un problema di presidente federale o di allenatore, bensì di cultura, di sistema. Facciamo sempre finta di niente. Dopo il 2006, siamo usciti subito sia nel 2010 che nel 2014. Poi non ci siamo qualificati per tre Mondiali di fila. L’ultimo Europeo è stato bruttissimo. C’è stata solo la parentesi dell’Europeo vinto, la classica eccezione che conferma la regola. Ogni volta ci ritroviamo a parlare, a spiegare. Le criticità sono strutturali, deve intervenire il governo, non solo quello federale. Ognuno ha la propria ricetta. Un conto è dirlo e un conto è poi farlo. Da Italia-Svezia del 2017 non è cambiato nulla».

REPORT«Leggevo in questi giorni che Roberto Baggio aveva proposto 900 pagine di idee, lo feci anch’io. Avevo presentato un report, ritenevo che ci fosse la necessità di comportamenti diversi. I palazzi si costruiscono dalle fondamenta, non dall’attico. Un tempo, i giovani giocavano 4-5 ore al giorno, tutti i giorni. Giocavano per strada o negli oratori. Se questi spazi non ci sono più perché la società è cambiata, bisogna crearne di nuovi. Servono centri federali per dare possibilità in tutta Italia di poter sviluppare questa tematica. Nei centri vanno messi allenatori-educatori capaci e pagati, che non hanno l’obiettivo di vincere il torneino, ma di creare e di far crescere. Dopo aver creato e cresciuto, non deve esserci la dispersione: il passaggio dalla primavera alla prima squadra è troppo grande in Italia».

RUOLO CT«Credo che sia l’ultimo dei problemi. Qualsiasi sia il Ct, se non viene messo nelle condizioni di lavorare al meglio, opererà sempre in questo contesto di difficoltà. Nel 2006 abbiamo vinto perché avevamo una generazione di fenomeni. Oggi questa generazione non c’è. Bisogna prima creare i presupposti affinché un Ct possa incidere radicalmente».

GATTUSO«È chiaro che in questo momento sarà dispiaciuto, ci sono passato anch’io, ti senti responsabile per non aver raggiunto l’obiettivo. L’importante è che, in cuor suo, sappia di aver fatto il massimo. Gli consiglio di ripartire serenamente a rifare il lavoro che ha sempre fatto. Con la convinzione che questo con la Nazionale è stato un brutto incidente di percorso, ma che può accadere nel mondo del calcio».

RITORNO NAZIONALE«Assolutamente no. Non l’avrei voluta prendere neanche quando l’ho presa. Dopo pochissimo tempo, mi resi conto che avevo fatto la scelta sbagliata ed era un momento in cui di scelte ne potevo fare diverse, anche molto interessanti. Ma è inutile piangersi addosso. Non c’erano i presupposti allora, non ci sono oggi. Chiunque siederà sulla panchina azzurra, incontrerà difficoltà oggettive».

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