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·14 giugno 2026
Verre: “D’Amico mi prese dalla Serie B e mi rese protagonista. È sempre al 100% con squadra e allenatore”

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·14 giugno 2026

L’arrivo in società di Tony D’Amico è finalmente ufficiale e a questo proposito è intervenuto un ex giovane promessa della Roma.
Valerio Verre, centrocampista del Perugia ed ex calciatore delle giovanili della Roma, ha rilasciato un’intervista a TeleRadioStereo parlando dei giallorossi e commentando l’arrivo del nuovo direttore sportivo Tony D’Amico, che ha avuto con sè ai tempi del Verona.
Che ricordo ha di Tony D’Amico? “Un grandissimo ricordo. Mi ha preso dal Perugia, dalla Serie B, e mi ha fatto fare la prima vera esperienza da protagonista. Quell’annata al Verona andò molto bene. E’ un direttore molto competente, sa tanto di calcio e vive la squadra. Tutti i giorni è agli allenamenti e vuole avere un rapporto con tutti i calciatori. Questo è sicuramente un valore aggiunto. Magari sono cose che emergono poco, ma è sempre al 100% con squadra e allenatore”.
Quale può essere un suo difetto? “Non saprei… Viveva al massimo la partita, urlava e incitava la squadra. Meno male che era seduto nella panchina aggiuntiva (ride, ndr). Fumava un sacco di sigarette e tutti noi giocatori gli dicevamo di smettere”.
Le è dispiaciuto fare un anno solo a Verona con lui? “Sì, lui lo sa. Sapeva che a Verona mi trovavo benissimo, poi abbiamo fatto le nostre valutazioni. Sul campo, quando ci siamo visti, ci siamo comunque sempre salutati”.
Quanto le piacerebbe essere allenato da Gasperini? “Tornare? Magari! (ride, ndr). A 32 non sono più un ragazzino. Da come ne sento parlare, con Gasperini si lavora tantissimo. Anche Juric è un altro che lavora tantissimo, anche se magari a Roma è andata in un modo diverso. Fisicamente anche lui era uno che ti portava al limite. So come è fatto Juric, lo ho avuto ma noi siamo stati al 100% con lui e siamo riusciti a fare una stagione importante. Altrimenti c’è il rischio di andare allo scontro, un po’ come accade con Gasperini. Questo alla fine porta risultati, lo abbiamo visto quest’anno: se lo segui, se la squadra lo segue, i risultati arrivano. Conosce tutti i giocatori e sa di che cosa ha bisogno per il suo gioco, va seguito. Ora torna il direttore con cui ha già lavorato insieme, hanno fatto cose grandiose all’Atalanta e da tifoso spero si possano ripetere a Roma”.
Vede la Roma pronta per giocarsi il campionato, magari già quest’anno? “Quest’anno mi ha sorpreso in positivo quello che ha fatto Gasperini con la squadra. Ha sempre detto che il gruppo lo seguiva e la squadra era forte. Tanto dipenderà dagli acquisti. Con 3-4 giocatori di livello, conosciuti da Gasperini, perché no… Ovviamente con la Champions League si giocherà ogni tre giorni, ma con Gasperini sono fiducioso perché è un allenatore forte forte. Anche all’Atalanta giocava ogni tre giorni e ha vinto un’Europa League, qualificandosi sempre in Champions. Sono fiducioso”.
Che cosa manca a Gasperini? “Con l’Atalanta ha fatto un percorso, crescendo tanto. Con la Roma è solo al primo anno, ovviamente Roma non è Bergamo e con un anno in più sulle spalle può conoscere ancora meglio la piazza e quelle accortezze in più per crescere. Sul gioco, Gasperini fa 1vs1 quasi a tutto campo quindi servono giocatori fisici e di gamba”.
Le dà fastidio che il suo ricordo sia associato allo sfogo di quel tifoso contro lo Slovan Bratislava? Tra l’altro voi in Primavera eravate fortissimi… “Sì, da quella Primavera del ’93 ne sono usciti parecchi. Mi dispiace aver fatto una sola presenza in Europa League e neanche una in campionato, ma il ricordo dei 26 euro per vedere Verre mi fa ancora ridere. Era nata anche la questione nel post-partita e il giorno dopo in allenamento, ci rido su ancora oggi. Purtroppo è una cosa che ricordo più per l’eliminazione della squadra che per me”.
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