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·30 agosto 2025

Verso Genoa-Juve, parla Tudor

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Alla vigilia della seconda giornata di Serie A, Igor Tudor ha incontrato la stampa per presentare la sfida contro il Genoa. Un appuntamento che il tecnico bianconero ha affrontato toccando diversi temi: dal lavoro della squadra in settimana, al sorteggio di Champions League, fino alle prospettive per i prossimi impegni.

La sfida di Marassi

«È stata una settimana positiva, con buone sensazioni e tanta energia. Sappiamo di dover affrontare un avversario che non concede nulla, molto organizzato e con un grande dispendio di corsa. Giocare a Marassi è sempre impegnativo, servirà una prestazione importante per conquistare i punti».


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L’esperienza della Champions

«Il sorteggio ci ha assegnato senz'altro partite difficili. La Champions è un’altra dimensione, i ragazzi lo sanno bene. Ci siamo guadagnati questo traguardo con sacrificio e sudore, ed era giusto viverlo con entusiasmo. Ho detto alla squadra di godersi il momento, perché è il frutto del lavoro degli ultimi mesi».

Prime certezze e continuità

«La vittoria con il Parma ci ha lasciato sensazioni positive: la squadra è rimasta concentrata, attenta soprattutto sulle palle inattive, dove gli avversari erano insidiosi. Vedo i ragazzi motivati e consapevoli. La continuità è un valore aggiunto, così come il rientro di Bremer e il recupero di Cabal. La Juve oggi ha un’identità chiara, una mentalità precisa: non bisogna accontentarsi, bisogna restare sempre sul pezzo, vincendo o perdendo».

Organizzazione e identità

«Il Genoa è una squadra che sa stare in campo e corre tanto, tutti insieme. Per fare risultato bisogna eguagliare quella intensità, perché sulla qualità possiamo dire la nostra. Dal canto nostro, vedo la Juve come una squadra viva, che cresce e cambia costantemente, ma che deve mantenere lo stesso spirito di lavoro quotidiano».

Singoli e soluzioni tattiche

«Bremer sta dimostrando il suo valore e continuerà a crescere. Gatti e Kelly si spingono in avanti a prescindere dalla sua presenza, ma la sua importanza è evidente. Nico González è un calciatore che ho sempre apprezzato: titolare nella nazionale argentina, può giocare sia in fascia che in avanti e sono felice di averlo con noi. Koopmeiners sarà un titolare, non ci sono dubbi: è sulla strada giusta. Kalulu, invece, ha mostrato movimenti perfetti a centrocampo, garantendo solidità e concentrazione, qualità che aiutano l’intera squadra».

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