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·23 settembre 2026

Verso il Clásico di Riserva: Robledo analizza il Colón e il suo ruolo

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Alla vigilia del trascendentale ClásicoSantafesino del Torneo Proyección, che si disputerà questo venerdì alle ore 15:00 presso il Predio 4 de Junio, l’allenatore della squadra riserve del Colón, Miguel «Chueco» Robledo, ha rilasciato una lunga intervista al programma ADN su Radio Gol 96.7. Il tecnico ha affrontato nel dettaglio la preparazione al clasico, il coordinamento con la prima squadra, la crescita dei giovani e il suo attuale ruolo nella scoperta dei talenti.

Scouting attivo e il «setaccio» nella regione

Pur avendo assunto ad interim la guida tecnica della squadra riserve per questo semestre, Robledo ha chiarito di non aver abbandonato il suo ruolo strategico nell’area scouting, un settore che considera tra i più importanti per il club. A questo proposito, ha spiegato che la sua permanenza in panchina ha una scadenza concordata in anticipo: «Io avevo parlato fino a dicembre, e so che a dicembre tornerò al mio posto».


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Il «Chueco» ha descritto come si lavori nella ricerca dei talenti utilizzando in senso metaforico la figura di un compasso, concentrandosi soprattutto su Santa Fe e sulle zone limitrofe per assicurare un rapido adattamento dei giovani alla città. In questo senso, ha sottolineato il lavoro coordinato del suo staff, composto da Darío Duarte in tutta la provincia di Entre Ríos e Dante Huespe nelle mansioni amministrative e nella gestione delle schede. Inoltre, ha evidenziato di avere una rete di contatti ed ex giocatori legati alla storia del Colón distribuiti in aree strategiche come la Liga Rafaelina, la Cerecina, il nord del Paese, Chaco, Córdoba e La Pampa.

Il caso «express» di Buosi e il valore di controllare ogni paese

Interpellato sul rapido inserimento del giovane Jerónimo Buosi in PrimaDivisione, Robledo ha ricordato che fu individuato nel club Americano di Carlos Pellegrini dopo aver segnato diversi gran gol contro la selezione di Santa Fe. Il responsabile dello scouting ha riconosciuto che alcuni dipendenti del club collaborarono nel segnalarlo per non perderne le tracce: ‘Non smettere di guardarlo, Chueco, non smettere di guardarlo’».

Robledo ha sottolineato la sfida di plasmare calciatori provenienti dai campionati regionali e adattarli al professionismo:

«Questo ragazzo, che si allenava di notte perché studiava, se lo schieriamo e gli diamo un allenamento professionale, vediamo fin dove può arrivare. Io ritengo che non abbia ancora finito di esplodere, ma si è già conquistato un posto lì in rosa».

Sulla stessa linea di reclutamento, ha evidenziato l’importanza di non trascurare nessuna località, a prescindere dalla sua densità demografica. «Dico sempre: uno passa per un paese di 300 o 500 abitanti e magari da lì esce uno come Julián Álvarez», ha riflettuto il tecnico.

La linea di Colotto: formazione prima dei risultati

Riguardo alla sua nomina alla guida della squadra riserve dopo il cambio di Alejandro Russo, Robledo ha ammesso che la proposta lo ha colto di sorpresa. Tuttavia, ha messo in risalto le direttive chiare ricevute dal direttore sportivo, Diego Colotto, orientate a consolidare la maturità delle categorie giovanili (dal 2006 al 2010) e a promuovere il prestito di dieci giocatori della riserva che avevano già firmato un contratto, affinché accumulassero esperienza.

«Colotto mi ha detto: ‘Non guardare la classifica, non guardare i risultati’», ha rivelato l’allenatore sabalero. Anche se ha confessato che a livello personale lo spirito competitivo lo porta a voler vincere sempre, ha apprezzato il fatto che il vero obiettivo del club stia procedendo sui binari giusti. Il progetto sportivo punta a far sì che i giovani acquisiscano gli strumenti necessari grazie al supporto interdisciplinare di psicologi e nutrizionisti di cui dispone il club.

Il successo di questo processo formativo mostra già prospettive concrete in vista del futuro immediato della prima squadra del Colón:

«Il progetto di Colotto sarebbe che quattro o cinque ragazzi che sono con me siano già pronti per il ritiro precampionato della prima squadra del prossimo anno. Da quello che sto vedendo e parlando con lui, i ragazzi saranno di più… Io stimo che tra otto e dieci ragazzi saranno sicuramente pronti per fare il precampionato con la squadra professionistica».

Sintonia con la Prima, il caso Lucas Cuffia e la settimana del Clásico

Robledo ha spiegato che la squadra riserve funziona come uno spazio di valorizzazione reciproca con la prima squadra guidata da Iván Delfino. Il canale di comunicazione passa abitualmente attraverso Diego Colotto, che gli comunica quali giocatori della prima necessitano di mettere minuti nelle gambe, citando i casi recenti di Mateo Cardozo, Zahir Ibarra, Lucas Picech, Tomás Paredes e Gian Piaggio.

In particolare sulla situazione del giovane portiere Cuffia, dopo la risoluzione della sua situazione amministrativa e contrattuale, il tecnico ha chiarito che attualmente si sta allenando con la prima squadra e sta mettendo minuti in quarta divisione. In vista dell’impegno di venerdì, ha anticipato che esiste la possibilità che scenda a giocare in riserva per la rigorosa necessità di ritmo partita richiesta dal suo ruolo.

In vista della sfida contro l’Unión, la squadra riserve si allena con una rosa completa di 26 giocatori. I ragazzi che non rientrano nelle prime scelte per il clasico vengono automaticamente indirizzati a giocare partite con la lega, la quarta o la sesta divisione per garantire loro minuti nel fine settimana, come accade con il gioiello del settore giovanile, Thiago Vera.

Tutta una vita legata al Colón

Infine, l’esperto formatore ha ripercorso la sua lunga traiettoria all’interno del club, ricordando che il suo primo ingresso stabile nel Colón risale alla fine del 1993, quando fu chiamato dal preparatore atletico Carlos Hurtado. Nel corso di oltre tre decenni, Robledo ha ricoperto ruoli come allenatore della Liga, coordinatore del settore giovanile, scout e tecnico della Riserva di AFA, oltre a periodi da interim in prima squadra insieme al «Bicho» Godano, al «Flaco» Morant  e a una campagna più lunga al fianco di Javier López.

Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇪🇸 qui.

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