Vicario non si nasconde: «Sono nella squadra dei miei sogni, potessi scegliere io mi fermerei qui per tanti anni. Io terza scelta? Non mi sono mai sentito una ruota di scorta» | OneFootball

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·3 settembre 2026

Vicario non si nasconde: «Sono nella squadra dei miei sogni, potessi scegliere io mi fermerei qui per tanti anni. Io terza scelta? Non mi sono mai sentito una ruota di scorta»

Immagine dell'articolo:Vicario non si nasconde: «Sono nella squadra dei miei sogni, potessi scegliere io mi fermerei qui per tanti anni. Io terza scelta? Non mi sono mai sentito una ruota di scorta»

Guglielmo Vicario ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport: di seguito le parole del nuovo portiere della Juventus

Guglielmo Vicario è intervenuto alla Gazzetta dello Sport: di seguito le dichiarazioni del portiere della Juventus.


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FIRMARE PER LA JUVE – «Firmare in bianco per restare a vita? Potessi scegliere io già ora deciderei di fermarmi qui per tanti anni: sono nella squadra dei miei sogni. Vedremo, adesso l’unico pensiero deve essere quello di aiutare club, compagni e tecnico per fare il meglio possibile. La storia della Juve è chiara: dobbiamo lottare su tutti i fronti per vincere»

CAMERETTA COI RITAGLI DI BUFFON – «I ritagli della Gazzetta li attaccavano i miei genitori, la maglia di Buffon autografata è un regalo di compleanno di mio cugino, tifoso juventino come papà. Mi hanno trasmesso loro la passione per la Juve. La divisa di Gigi ha vegliato su di me per tanti anni e ha portato bene»

INDOSSARE LA MAGLIA DELLA JUVE – «Se dicessi che ho vissuto tutto con normalità, sarei ipocrita. Vestire la maglia della Juventus è un privilegio e un onore troppo grande, sono emozioni indescrivibili. Orgoglio e tensione positiva sì, paura no perché è un sentimento che non si deve provare nel calcio. Un sogno»

BUFFON – «Ci siamo sentiti quando ho firmato, ma quello che mi ha detto preferisco che resti tra noi. Gigi ha speso belle parole su di me e non posso che ringraziarlo. Per fortuna i paragoni con Buffon sono impossibili, parliamo del migliore portiere della storia del calcio, un extraterrestre in tutto: tecnica, carisma, continuità. Io devo costruirmi la mia strada»

ZOFF – «È una leggenda, è sempre gentile con me. Ha detto che il problema sono i portieri che parlano troppo? Penso che i momenti vadano selezionati: non bisogna essere né troppo teatrali né troppo pacati»

JUVE DALL’INTERNO – «Avverti subito storia, senso di appartenenza, rigore, trofei, mentalità vincente. Anche la pressione, che è giusto ci sia: la Juve è mondiale. È seguita da milioni di tifosi, me ne accorgo anche dal numero di biglietti e maglie che mi chiedono gli amici…» 

TERZA SCELTA – «Io ho sempre sperato di arrivare alla Juventus, ma non posso controllare le dinamiche di mercato. Ho svolto un precampionato senza amichevoli confidando nel trasferimento. Ho aspettato la Juve, ma non mi sono mai sentito una ruota di scorta. Se sono qui è perché il club e l’allenatore mi hanno scelto e voluto come portiere della Juventus. Era il mio obiettivo e l’ho raggiunto, tutti gli altri discorsi sono chiacchiere. Conta il presente, non il passato»

SPALLETTI – «Ho lavorato con lui e lo conosco bene: è chiaro e diretto, anche nella sua idea di calcio. Vedremo una Juve propositiva. A me ha fatto richieste semplici e detto di buttarmi a capofitto»

PARATA COL PARMA – «Il portiere della Juve deve rendere semplici le cose difficili. I gesti di rilievo sono belli perché danno risalto, ma il campionato è lungo e bisogna essere sempre equilibrati. Nei crampi del debutto di Frosinone c’era l’aver speso tutta la benzina che avevo in quella gara, pochi giorni dopo l’arrivo alla Juve e dopo un’estate particolare. Anche un pizzico di emozione. E poi faceva un caldo a cui non ero più abituato dopo i tre anni inglesi» 

RITORNO IN SERIE A – «La Juve vale più della Premier! Vincere con questa maglia sarebbe la gratificazione massima e varrebbe più di qualsiasi altra cosa»

KESSIE – «Faccio il giocatore, non il direttore sportivo»

MILAN – «Il Milan è una big e ha grandi giocatori, ma noi siamo la Juventus e dobbiamo rispondere a tono. Modric, Maignan… Sono tutti top, ma io non voglio ‘rubare’ nulla da nessuno»

KOLO MUANI E SARR – «Vedo Kolo molto inserito nella Juve, felice e con una faccia diversa da quella che aveva a Londra: è voglioso e determinato. I gol, come qualsiasi attaccante, se li aspetta anche lui e non ho dubbi che ne farà tanti. Sarr ha un bel motore, da Premier: ci darà una mano a spaccare le partite»

WOLTEMADE – «Ce lo auguriamo, le sue doti fisiche sono sotto gli occhi di tutti. Ma Nick è anche molto tecnico, bravo di testa e a legare la squadra: lo abbiamo appena conosciuto, è un ragazzo per bene»

EUROPA LEAGUE – «Il segreto è prenderla con serietà, la Juventus deve competere sempre per vincere, su tutti i fronti. L’Europa League all’inizio sembra un fastidio, ma poi quando vai avanti tutti si interessano. Fin dalla prima giornata bisogna andare in campo convinti per arrivare in fondo. A maggio cambia la percezione della gente sull’Europa League, ma il lavoro inizia ora. Il nostro gruppo è consapevole dell’importanza della Coppa e ci sono anche altri in squadra che l’hanno vinta: Koop, Sarr, Douglas… L’Europa League è un obiettivo molto importante per noi»

GRABARA – «Tra portieri ci conosciamo più o meno tutti, mi ricordo una sua grande stagione in Champions col Copenhagen. È un portiere forte, di qualità. Tra noi c’è una competizione sana, come è giusto che sia»

MANCINI – «Fortunatamente ho fatto parte del gruppo azzurro per 4 anni, l’Italia è un obiettivo di tutti i giocatori: ora aspettiamo la Nations League»

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