Vittoria inaspettata e autoritaria, interessante la coesistenza di Bernardeschi e Orsolini. A Italiano non si chiedeva di stupire ancora, ma di trovare una continuità che quest’anno è mancata | OneFootball

Vittoria inaspettata e autoritaria, interessante la coesistenza di Bernardeschi e Orsolini. A Italiano non si chiedeva di stupire ancora, ma di trovare una continuità che quest’anno è mancata | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: Zerocinquantuno

Zerocinquantuno

·12 maggio 2026

Vittoria inaspettata e autoritaria, interessante la coesistenza di Bernardeschi e Orsolini. A Italiano non si chiedeva di stupire ancora, ma di trovare una continuità che quest’anno è mancata

Immagine dell'articolo:Vittoria inaspettata e autoritaria, interessante la coesistenza di Bernardeschi e Orsolini. A Italiano non si chiedeva di stupire ancora, ma di trovare una continuità che quest’anno è mancata

Napoli-Bologna 2-3: ecco le note liete e quelle dolenti in casa rossoblù relativamente al match disputato ieri al Maradona.

PRO


OneFootball Video


La graditissima sorpresa – Partita bella e inaspettata, potevo sperare che la squadra volesse tirare fuori l’orgoglio davanti ad un avversario come il Napoli ma non era affatto scontato che ciò avvenisse, vista la china presa nelle ultime settimane. In realtà a sorprendere non è stata la prestazione in sé, perché di partite di questo livello il Bologna ne ha giocate tante, quanto il momento in cui è arrivata, dato che la squadra sembrava aver finito la benzina.

Il morale un po’ più alto – È una vittoria che ci voleva, in primis per i ragazzi: è bello che possano finire la stagione con delle soddisfazioni, per questo sarebbe perfetto se facessero risultato anche a Bergamo e il pubblico potesse salutarli con un pienone al Dall’Ara nell’ultima turno. Vedremo, poi, quanti di quelli che faranno il giro di campo dopo la partita contro l’Inter saranno a Bologna anche il prossimo anno e chi invece avrà scelto di andarsene. Personalmente non mi sono mai fasciato la testa e non lo farò mai: a parte Saputo non esistono insostituibili.

La coppia Bernardeschi-Orsolini – Abbiamo ammirato un Bernardeschi in grande spolvero agire in una posizione molto interessante, anche in ottica futura. Mi era già capitato di insistere sul fatto che se si trovassero gli accorgimenti tattici adeguati sarebbe un grande affare per il Bologna riuscire a far convivere lui e Orsolini, e ieri sera si è visto di cosa siano capaci entrambi. A mio avviso la coesistenza è replicabile, perché non parliamo di due calciatori che si pestano i piedi: Orsolini è un attaccante esterno, i numeri che registra ogni anno sono lì a certificarlo; Bernardeschi è quasi più un centrocampista, sa venire dentro al campo, ha qualità e tempi della giocata. Il potenziale di questa accoppiata è importante, e se il Bologna dovesse riuscire anche a trattenere Rowe penso che l’anno prossimo i tifosi si divertiranno.

L’abbondanza in porta – Pessina ha superato l’esame in una trasferta complessa: ha una personalità notevole, non ha paura di nulla ed è bello che il club stia investendo su di lui. Sembra proprio che ora tra i pali il Bologna abbia abbondanza, perché continuo a ritenere Ravaglia un ottimo portiere e ricordo che le sue parate decisive sono state molto più numerose degli errori in cui è incappato. Per il futuro manterrei tutti e tre i portieri cambiando le gerarchie, ma capirei Skorupski se non volesse rimanere semplicemente a fare da chioccia: in quel caso andrebbe sostituito con un profilo di esperienza che possa accettare di buon grado questo ruolo.

I tanti singoli sugli scudi – Miranda ha disputato una gara straordinaria, beneficiando della posizione ibrida di Bernardeschi che gli ha lasciato la fascia completamente libera: il giocatore ammirato ieri sera è quello che si vorrebbe vedere sempre, perché lo spagnolo soprattutto offensivamente ha dei numeri molto importanti. Helland sta dimostrando di poter giocare ad alto livello, e spero che gli venga concesso altro spazio da qui alla fine. Orsolini ci ha messo voglie e vivacità e ha giustamente battuto il penalty: il rigorista è lui ed è bello che i compagni non abbiano abbia messo in dubbio il suo ruolo e la sua qualità. Infine, che dire di Rowe? Le doti tecniche e atletiche sono quelle di un potenziale campione, sperando che ancora per un po’ la sua crescita possa proseguire sotto le Due Torri.

La mancanza di continuità – Italiano ha detto che «non si può stupire ogni anno», ma quello che gli si contesta non è di non aver stupito: la dimensione della squadra è cambiata, non si tratta più di stupire ma di affermarsi. Dalla metà campo in su a quante squadre è inferiore questo Bologna? Il mister ha avuto a disposizione una rosa forte, da cui era lecito aspettarsi più continuità. Ci sono stati numerosi infortuni, è vero, ma gli infortuni li hanno anche gli avversari. A volte sembra che Italiano soffra eccessivamente le critiche, come se ritenesse di avere un credito infinito. A me però non sembra che dei bolognesi si possa dire che contestino troppo, altrove il ruolino di marcia casalingo del Bologna sarebbe stato accolto in ben altra maniera rispetto a come hanno sempre fatto i tifosi rossoblù. Anzi: forse i fischi al termine di Bologna-Roma e i mugugni post Bologna-Cagliari sono stati proprio il pungolo decisivo per il gruppo, che non so se altrimenti a Napoli avrebbe tirato fuori lo stesso orgoglio.

Le parole fuori posto – Mi piacerebbe che nelle prossime due settimane si parlasse soltanto di campo. Ammiro molto Gasperini, che si è trovato in mezzo ad un ciclone di polemiche nel periodo decisivo della stagione ed è riuscito a tenere la barra dritta nonostante persino i tifosi non siano convinti della qualità della squadra, e ora sta portando la Roma a giocarsi fino alla fine un piazzamento in Champions. Lui non ha mai minimizzato il valore della sua rosa per difendere il suo lavoro, cosa che invece Italiano ha fatto. Anche per questo sarebbe bene limitarsi al campo, senza infilarsi in altri discorsi che potrebbero solo destabilizzare l’ambiente. Oppure, ancora meglio, sarebbe bello per una volta fare assoluta chiarezza: a me piacerebbe sentire un allenatore rossoblù dire «sono l’allenatore del Bologna e voglio rimanere tale», e spero che Italiano possa essere il primo a farlo. Sarebbe la maniera migliore possibile per azzerare le chiacchiere, compattare la squadra e permettere a tutti di pensare solo a quello che succede sul rettangolo verde.

Visualizza l' imprint del creator