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·27 agosto 2026

Vozinha quasi inoperoso: Unión non arriva mai, video del 3-0 Colo Colo

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Il portiere mondialista ebbe il merito di radunare più di 20 mila persone allo stadio Nacional per una partita assolutamente ininfluente. Ha avuto un paio di ottimi interventi, alcuni errori che fortunatamente per lui non hanno avuto conseguenze e ha mostrato un buon gioco con i piedi per impostare dal basso

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Con la qualificazione agli ottavi di finale della Copa Chile già assicurata, il Colo Colo ha affrontato il suo ultimo impegno della fase a gironi con una logica diversa. L’obiettivo principale era già stato raggiunto e restava da definire solo un dettaglio rilevante: stabilire se la squadra avrebbe passato il turno come prima o seconda del girone. In questo contesto, Fernando Ortiz ha deciso di gestire le energie e schierare una formazione completamente alternativa, pensando non solo al risultato immediato, ma anche alle esigenze che attendono la squadra alba.

Il turnover è stato molto più profondo del previsto. Al di là della presenza di Vozinha in porta, che ha finalmente fatto il suo atteso debutto con la maglia del Cacique, il tecnico ha puntato su diversi giovani e su giocatori che avevano bisogno di accumulare minuti. Tra loro si è distinto Iván Román, che dopo aver avuto spazio nel Superclásico ha ora ricevuto l’opportunità di partire dal primo minuto. La decisione riflette l’intenzione di Ortiz di ampliare progressivamente il ventaglio delle sue alternative ed evitare che la squadra dipenda esclusivamente dai suoi titolari abituali.


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Uno dei nomi che ha attirato maggiormente l’attenzione è stato Marcos Bolados. L’attaccante è tornato titolare dopo diversi mesi lontano dai campi a causa di un grave infortunio. Il suo ritorno non è stato solo simbolico: ha offerto una prestazione positiva e ha mostrato di poter tornare a essere un’importante alternativa offensiva per l’allenatore.

Infatti, dai suoi piedi è nata l’apertura delle marcature, con un ottimo sfondamento sulla destra che Maximiliano Romero ha finalizzato al centro dell’area, come possiamo vedere nel seguente video di TNT Sports

Per un calciatore che ha dovuto attraversare un lungo processo di recupero, ritrovare sensazioni competitive rappresenta un passo significativo nel suo ritorno ad alti livelli.

Ancora di più quando il primo tempo stava ormai finendo, lo stesso Bolados si è incaricato di aumentare il vantaggio del Colo Colo

La decisione di Ortiz va letta anche in una prospettiva più ampia. Il Colo Colo arriva da un Superclásico di enorme dispendio e ha già all’orizzonte l’impegno del prossimo sabato contro i Rangers de Talca. Per questo, gestire i carichi fisici è diventato una necessità. La priorità dello staff tecnico è evitare infortuni, dosare chi accumula il maggior numero di minuti e, allo stesso tempo, permettere ai giocatori che hanno avuto meno opportunità di dimostrare di essere in grado di rispondere quando la squadra ne avrà bisogno.

In questo senso, la presenza dei giovani assume particolare importanza. Le partite di Copa Chile consentono proprio questo tipo di valutazioni, soprattutto quando la qualificazione è già praticamente decisa. Ortiz può osservare comportamenti, affidare responsabilità e misurare il livello competitivo di calciatori che nel resto della stagione potrebbero avere meno spazio.

Uno di loro è stato Felipe Raipán, che ogni volta che entra di solito la butta dentro, come in questo caso quando ha segnato il terzo gol del Colo Colo, che ha chiuso la partita all’inizio del secondo tempo

Vozinha e un debutto carico di storia

Il grande protagonista della giornata, tuttavia, è stato Vozinha. Il portiere capoverdiano, a 40 anni, ha fatto la storia diventando il giocatore più anziano del Colo Colo a disputare una partita di Copa Chile, superando record associati a figure emblematiche del club come Esteban Paredes e Justo Villar.

La sua storia nel calcio cileno è stata vertiginosa. Solo pochi mesi fa, Vozinha era praticamente uno sconosciuto per gran parte dei tifosi. La sua partecipazione al Mondiale, però, ha completamente cambiato questa percezione. Le sue prestazioni contro nazionali di enorme prestigio, tra cui Spagna e Argentina, gli hanno permesso di diventare uno dei nomi più riconosciuti della nazionale di Capo Verde e di conquistare l’affetto di numerosi sostenitori.

Dopo quell’esperienza mondiale, il suo futuro sembrava incerto. Il salto al Colo Colo è arrivato in modo inatteso per molti ed è finito per diventare uno dei movimenti più sorprendenti del mercato. Secondo informazioni menzionate da Assist Card, il portiere ha percorso più di 7.360 chilometri da Capo Verde al Cile, in un viaggio che ha segnato l’inizio di una nuova fase completamente diversa della sua carriera.

Nemmeno il suo arrivo nel Paese è passato inosservato. All’aeroporto di Santiago ha ricevuto un’accoglienza degna di una figura internazionale e, successivamente, è stato presentato davanti a più di 20 mila persone allo Stadio Monumental. L’impatto mediatico del suo arrivo ha riflesso fino a che punto le sue prestazioni al Mondiale avessero trasformato la sua popolarità.

Ma tra la presentazione e il debutto c’è stato un percorso necessario. Vozinha arrivava da un periodo di vacanza e aveva bisogno di recuperare la condizione fisica per mettersi allo stesso livello dei compagni. Lo staff tecnico ha scelto di portare avanti un processo di preparazione prima di affidargli la responsabilità tra i pali.

Domenica scorsa, durante il Superclásico contro l’Universidad de Chile, il capoverdiano ha finalmente potuto andare in panchina. È stato il primo passo prima di ricevere l’opportunità che stava aspettando. Ora, in Copa Chile, è arrivato il momento di scendere in campo da titolare e iniziare ufficialmente la sua storia con la maglia alba.

La sua presenza, inoltre, apre una competizione interessante per il ruolo di portiere. Vozinha dovrà contendersi il posto con il giovane Gabriel Maureira, che cerca anche lui di affermarsi come alternativa per Fernando Ortiz. L’esperienza internazionale del capoverdiano contrasta con la gioventù e la prospettiva di Maureira, configurando una concorrenza che può risultare benefica per la squadra.

Il fatto che durante questa partita non abbia avuto praticamente lavoro non è colpa sua. Perché gli unici tiri che ha parato sono stati un colpo di testa dalla linea dell’area che ha controllato vicino a un palo, una conclusione rasoterra del “Pato” Rubio, che era in posizione di fuorigioco, e un tiro di Ortiz sul primo palo che lo ha trovato molto ben piazzato. Per il resto, alcuni cross respinti con i pugni o palloni ricevuti dai compagni e restituiti mostrando un ottimo gioco di piedi

Tra le note negative, invece, restano un pallone facile che gli è sfuggito al 34’, quando è uscito per intercettare un cross apparentemente senza difficoltà. Il portiere ha reclamato un fallo che nessuno ha visto e che Piero Maza ovviamente non ha fischiato, una punizione dal limite in cui ha concesso una respinta, ma ha reagito prontamente, e un pallone perso che avrebbe potuto significare il gol della bandiera dell’Unión Española nel finale della partita.

Bisognerà aspettare altre opportunità, che sicuramente Fernando Ortiz gli darà in partite con maggiori difficoltà e con punti in palio di maggiore importanza.

In conclusione, per il Colo Colo questa comoda vittoria contro l’Unión Española non è servita solo a chiudere una fase della Copa Chile e a chiudere da leader del proprio girone, il che lo porterà ad affrontare l’Audax Italiano nel prossimo turno, ma ha anche funzionato come occasione di valutazione. Ortiz ha potuto dare minuti a giocatori che rientrano da infortuni, provare giovani, gestire i carichi e, infine, osservare in partita un portiere che aveva generato enorme aspettativa fin dal suo arrivo.

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/di Gerardo Ayala Pizarro. Foto: Colo Colo e Unión Española. Video: TNT Sports

Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇪🇸 qui.

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