Pagine Romaniste
·19 marzo 2026
Wesley: “Como? Inaccettabile. Non sono Cafu ma qui cresco”

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·19 marzo 2026

CORRIERE DELLO SPORT (Giorgio Marota) – “Non mi sento Cafu”. Ogni riferimento a storia, simboli e fenomeni in salsa romanista non è stato puramente casuale. Neppure la scelta (del club) di affidare a Wesley la parola alla vigilia di Roma–Bologna è parsa dettata dal caso. Appena quattro giorni fa, il brasiliano è stato infatti protagonista dell’episodio più controverso della domenica. A conferma delle difficoltà di una classe arbitrale che sta perdendo il contatto con la realtà, Massa è stato celebrato come uno dei migliori. Inoltre, il giudice sportivo ha confermato la decisione del campo basandosi sul rapporto del Var Fabbri.
Il calciatore è stato netto: “Per me non era assolutamente fallo. Ero ben consapevole di essere già ammonito. Gli sono andato vicino, si vedeva chiaramente che arrivavo di lato, ho solo appoggiato un braccio perché mi stava cadendo addosso. Quando mi hanno sanzionato ho continuato a dire che non avevo commesso irregolarità, ma mi è stato detto che dalle immagini risultava il contrario. È un episodio grave, decisivo, inaccettabile, perché eravamo sull’1-1. Spero che errori così non accadano più”.
La versione di Wesley è stata accompagnata dal sorriso ironico di Gasperini e da una considerazione amara dell’allenatore: “Rivedendo le immagini, a volte quando ti senti preso in giro devi anche fare un po’ la faccia da scemo”. Al netto del fattaccio, il numero 43 romanista ritiene di non essere un giocatore che da solo può trasformare la squadra, ma che vuole diventare importante per la Roma.
Il processo di miglioramento dell’ex Flamengo è evidente: “Se sono concentrato, diventa più difficile per l’avversario superarmi in fase difensiva e più facile per me saltarlo quando attacco”. Il ventiduenne gioca talmente tanto con lo sguardo orientato verso la porta avversaria che c’è chi intravede per lui un futuro neppure troppo lontano da attaccante. “Magari lo metto centravanti”, ha scherzato il tecnico. Data l’emergenza conclamata nel reparto, qualcuno a Trigoria comincia a pensarci sul serio.
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