Calcionews24
·2 agosto 2026
Xabi Alonso si presenta al Chelsea: «Il Real Madrid è una cicatrice, ma ora è guarita. Sono molto motivato e determinato a godermi questo nuovo capitolo!»

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Il nuovo corso del Chelsea parte ufficialmente sotto la guida di Xabi Alonso. Dal ritiro precampionato in Australia, il tecnico spagnolo ha concesso un’intervista approfondita a The Athletic, ripercorrendo la separazione con il Real Madrid avvenuta a inizio anno e tracciando le linee guida per la rinascita dei Blues dopo il decimo posto in Premier League.
Nonostante una percentuale di successi elevata, la parentesi con i Blancos si è conclusa a gennaio dopo soli 233 giorni. Un contrattempo che non ha intaccato le ambizioni dello spagnolo, determinato a dimostrare il proprio valore in Inghilterra:
“Per fortuna non ho troppe cicatrici nella mia carriera. Quindi, ok, ne ho presa una, ma guarisce. Ora è guarita e sono molto motivato e determinato a godermi questo nuovo capitolo. Guardandomi indietro, prendo gli aspetti positivi e le cose che non hanno funzionato. Sono stato molto critico con me stesso. Se questa delusione mi ha reso un manager migliore? Certo. Impari dalla delusione delle cose che non sono andate come dovevano e cerchi di pensare che in futuro farai meglio”.
Sulla panchina londinese, Alonso assume la veste di manager centrale nelle decisioni strategiche del club targato Boehly-Clearlake. L’arrivo di profili d’esperienza come Jordan Henderson e Danny Welbeck testimonia un’inversione di rotta rispetto al recente passato incentrato quasi esclusivamente sui giovani.
Sulle dinamiche che hanno portato alla firma, l’allenatore ha sottolineato la sintonia con la società:
“Ho analizzato il progetto dal di fuori, vedendo i lati positivi ma avendo anche le mie preoccupazioni. Le ho affrontate con il club e i direttori sportivi. Il punto decisivo è che abbiamo fatto la stessa analisi: se avessimo avuto visioni diverse, non sarebbe stato il giusto punto di partenza. Non è che io abbia il potere assoluto o la visione totale, le decisioni sono collettive”.
L’obiettivo primario per Alonso a Stamford Bridge riguarda la costruzione di una solida alchimia di spogliatoio:
“Serve il giusto equilibrio di personalità e di livelli di maturità: giocatori poco più che ventenni, ultratrentenni e vie di mezzo. Se c’è buona interazione, si creano legami e questo aiuta lo spirito di squadra. Questo aspetto è tanto importante quanto la tattica. Prima viene il gruppo, poi il bel gioco e le vittorie”.
A plasmare la visione tattica del tecnico basco sono stati i grandi maestri incontrati da calciatore, in particolare Pep Guardiola ai tempi del Bayern Monaco:
“Eravamo molto legati. Ero in quel momento della carriera in cui potevo andare nel suo ufficio e chiedere ‘Pep, perché succede questo? Quale sarà il piano di gioco?’. Magari a 20 anni non ne avrei avuto il coraggio, ma in quel momento ne sentivo il bisogno. Ero curioso non solo di giocare, ma di capire perché accadevano certe dinamiche in campo”.
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