OnzeMondial
·9 settembre 2026
Yaya Touré, playoff e 8 titoli: perché il PSG teme lo Slovan?

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·9 settembre 2026

Il PSG lancia la sua campagna di Champions League questo mercoledì sera (21:00) sul campo dello Slovan Bratislava. Nettamente favorito sulla carta, il club parigino avrà comunque dei motivi per diffidare.
Sulla carta, lo Slovan Bratislava appare come il piccolo outsider di fronte ai colossi della Champions League e quindi del PSG. Ma dietro questo status si nasconde una squadra con argomenti seri. E c’è un uomo che attira inevitabilmente tutti gli sguardi: Yaya Touré.
Nominato allenatore del club quest’estate, l’ex centrocampista del FC Barcellona e del Manchester City si prepara a vivere la sua prima campagna europea in panchina. Un debutto già storico, visto che è diventato il primo allenatore africano a portare una squadra fino alla fase campionato della Champions League.
Alla sua prima esperienza da allenatore capo, l’ivoriano vuole imporre la sua filosofia. La sua idea: una squadra che controlli il pallone, domini le partite e giochi con intensità. Un approccio inevitabilmente alimentato dagli anni trascorsi agli ordini di Pep Guardiola al Manchester City. Ma Touré non si limita a riprodurre principi appresi altrove. Il suo lavoro passa anche dalla vicinanza ai giocatori e dall’osservazione del loro comportamento nella vita quotidiana.
È quanto affermava in particolare Han Willhoft-King per L'Equipe, che lo ha avuto come allenatore nelle giovanili del Tottenham. Ha rivelato in particolare che il suo gioco "si basava sul possesso, con allenamenti incentrati su passaggi rapidi di prima". Descrivendolo come "molto coinvolto", ha aggiunto che cercava anche di creare un legame con i suoi giocatori fuori dal campo, pur avendo con loro conversazioni "uno a uno" sul terreno di gioco.
La sua squadra ha soprattutto già dimostrato di saper rispondere presente sotto pressione. Per raggiungere la fase campionato, lo Slovan ha dovuto passare dai turni di qualificazione e poi dai playoff. Un percorso disseminato di ostacoli, nel corso del quale gli slovacchi hanno dimostrato la loro capacità di gestire le partite da dentro o fuori.
Questa qualificazione dà inevitabilmente credito al progetto di Touré, anche se lo Slovan è ancora in fase di apprendimento sotto la guida del suo nuovo allenatore. Sarebbe inoltre pericoloso ridurre il club al suo status di rappresentante di un campionato meno esposto mediaticamente.
A livello nazionale, lo Slovan regna senza rivali: il club ha vinto otto titoli consecutivi, confermando un dominio consolidato da diverse stagioni. Questa abitudine a vincere rappresenta un vantaggio prezioso quando si tratta di disputare partite europee ad alta pressione.
Certo, l’inizio di stagione non è perfetto e lo Slovan arriva in particolare da una sconfitta in campionato. Ma una squadra capace di dominare il proprio Paese per quasi un decennio, di superare i turni preliminari europei e ora guidata da una leggenda del calcio africano non può essere presa alla leggera.
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Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇫🇷 qui.







































