Juventusnews24
·19 marzo 2026
Yildiz al centro della Juventus di Spalletti: dal campo agli elogi in conferenza. Così Lucio ha costruito la squadra attorno al numero 10

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Da quando Luciano Spalletti si è seduto sulla panchina della Juventus, un nome è diventato rapidamente il centro di gravità delle sue analisi in conferenza stampa: Kenan Yildiz. Nelle dichiarazioni del tecnico toscano, rilasciate tra ottobre e marzo, traspare non solo una profonda ammirazione tecnico-tattica, ma un vero e proprio debole umano per il talento turco.Ecco come Spalletti vede e definisce il suo numero 10.
Per l’allenatore, Yildiz esce completamente dai canoni della normalità: «È un alieno, non è un calciatore normale», ha sentenziato. Spalletti lo definisce lo “spacca-moduli” e lo “spacca-schemi”, paragonando le sue giocate improvvise a una «fucilata nella notte» che risveglia la squadra. Dal punto di vista tecnico, non ha esitato ad accostarlo a fuoriclasse che ha allenato in passato, rivedendo in lui le caratteristiche di Kvaratskhelia e il talento puro di Totò Di Natale. È il classico giocatore in grado di spaccare in due le partite grazie a un istinto e a una fantasia fuori dal comune.
Sul fronte tattico, Spalletti sta lavorando per esaltarne al massimo le doti. Sebbene lo abbia provato anche come attaccante centrale (falso 9) per avvicinarlo alla porta, il mister riconosce che Kenan si esprime al meglio partendo dal centro-sinistra, dove ha campo aperto per puntare l’avversario. Il grande cruccio di Spalletti è il dispendio energetico: chiedere a Yildiz continui rientri difensivi di 60 metri significa fargli perdere lucidità in zona gol. L’obiettivo tattico è chiaro: ritagliargli una zona di campo più alta, avvicinandolo al “pollaio” (l’area di rigore) per sfruttarne la micidiale visione tridimensionale.
Ciò che ha stregato Spalletti, però, è la maturità del ragazzo. «Gli voglio bene come a un figlio», ha confessato senza mezzi termini. Nonostante la giovane età e il peso della maglia numero 10, Yildiz si è imposto come un leader naturale dello spogliatoio. È un ragazzo solare, sempre sorridente, che sa stare in gruppo e fare da collante. «Chiunque accende un dialogo con Yildiz accende un dialogo con la squadra», ha spiegato il tecnico.
Nonostante Spalletti rifiuti categoricamente il concetto giornalistico di “Yildiz-dipendenza” (sottolineando sempre l’importanza del collettivo), è innegabile che il turco sia la pietra angolare della sua Juventus. E, come ha ricordato il mister commentandone il rinnovo, il bello deve ancora venire: il potenziale inespresso del ragazzo è ancora immenso.
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