😂 Yildiz “perdona” Zazzaroni: “Giocatorino? Non hai sbagliato, era un’opinione” | OneFootball

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·18 marzo 2026

😂 Yildiz “perdona” Zazzaroni: “Giocatorino? Non hai sbagliato, era un’opinione”

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Kenan Yildiz, stella in ascesa della Juventus, ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport. A fargliela è stato proprio Ivan Zazzaroni, che tempo fa era diventato virale poiché lo aveva definito un “giocatorino”. A suon di prestazioni, però, il giornalista ha cambiato idea e ha cominciato l’intervista facendoglielo presente.

“Pochi calciatori riescono a mantenere lo stesso livello di prestazioni per 50 partite, è tutto un up and down… il tuo non è stato un errore, ma un’opinione, i giornalisti fanno questo.


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Per quattro anni, subito dopo la scuola, tornavo a casa, prendevo la borsa del calcio e mi facevo accompagnare a Monaco da mio padre. Rientravamo alle nove di sera, spesso anche più tardi, tre volte alla settimana. Duecentoquaranta chilometri tra andata e ritorno. Quando ho compiuto dieci anni ci siamo trasferiti a Monaco… Engin, mio padre, è l’allenatore col quale ho lavorato di più, minimo sei ore al giorno fin da piccolissimo… Due da solo, e poi tanti quattro contro quattro.

Fin da quando ero piccolo mi hanno insegnato a non sentirmi migliore degli altri. Ho avuto un’infanzia e un’adolescenza molto controllate. Come dite voi? Misurate. Se spendevo anche una piccola cifra per le scarpe e i vestiti, doveva bastare per tutto il mese. Mia madre mi diceva: “Aspetta il prossimo”.

Non ho mai giocato per il denaro, ma per migliorare. Ho sempre pensato che il denaro fosse una conseguenza. Di questa parte del lavoro si occupa la mia famiglia. Io ho detto semplicemente ai miei che alla Juve stavo e sto benissimo. Sono qui da quattro anni e tutti mi hanno sempre mostrato grande fiducia, quella che era mancata al Bayern ad esempio. Non per soldi, non ce ne furono. Tanti problemi al Bayern. Ci sono stato undici anni e non ho mai avvertito la loro fiducia, c’era sempre qualcuno che era meglio di me. È stato facile, direi naturale andare via.

Io sono molto normale. Non è semplice restare con i piedi per terra perché la mia vita non ha nulla di normale, ma ho una famiglia solida, il mio gruppo di amici è chiuso. Le persone le osservo, penso di saper distinguere gli incontri veri da quelli fake. Sono calmo, mi piace ridere e scherzare, non sono diverso da tanti ragazzi della mia età. Allegri? Gli devo tanto, tutta questa vita, per come è cominciata. Provo gratitudine anche per Montella che mi ha portato in nazionale.

Mi piace giocare a sinistra, quando parto da sinistra e posso entrare nel campo. Mi piace questa libertà. Io devo migliorare ancora tanto. Guarda Cristiano Ronaldo a quarant’anni, la cura che mette nel fisico, non conosce rallentamenti, ha una mentalità fantastica. Io non voglio diventare un body builder, faccio qualcosa anche dopo l’allenamento, un po’ di stretching, qualche esercizio per la forza, ma non troppo. Adesso che sono un professionista devo farmi bastare l’allenamento con la squadra.

I miei genitori la vivono con poca tranquillità. Tutto il giorno al telefono. Con chi parlano? Real? Barcellona? Arsenal? Non lo so, li vedo sempre impegnati. E comunque il mio futuro è qui. Rinnovo con la Juve? Hanno fatto tutto i miei genitori, questa è sempre stata la mia idea: io penso al mio lavoro, al resto provvedono loro. La Juventus è sempre stato il mio primo pensiero e loro lo sapevano”

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