Calcio e Finanza
·6 maggio 2026
Zampolli insiste: «Partita aperta per l’Italia al Mondiale, dipende dall'Iran»

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·6 maggio 2026

Personaggio potente e discusso, Paolo Zampolli, oggi rappresentante speciale degli Stati Uniti per le partnership globali e lo sport, si muove tra diplomazia, business e grandi eventi. Considerato vicino al presidente Donald Trump, è al centro delle indiscrezioni che lo vedono impegnato a fare pressione su Gianni Infantino per un possibile clamoroso ripescaggio dell’Italia al prossimo Mondiale.
«Ho due capi: Donald Trump e Marco Rubio. L’idea legata allo sport è stata del segretario di Stato, perché l’amministrazione Trump è basata su business, business e business. Lo sport è una chiave globale per aprire tante porte», spiega Zampolli in un’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, delineando il suo ruolo.
Il tema più caldo resta quello della possibile partecipazione dell’Italia al Mondiale nordamericano. «Con l’appoggio di Trump, ho contattato Infantino perché il regolamento FIFA è lacunoso sulla sostituzione di una squadra che non si dovesse presentare e se l’Iran non partecipasse al Mondiale l’Italia – che lo ha vinto 4 volte ed è la più alta delle escluse nel ranking – avrebbe i requisiti giusti».
Nonostante le rassicurazioni ufficiali, Zampolli mantiene aperto uno spiraglio: «Ok, ma il nodo è capire cosa hanno in testa gli iraniani, di cui è molto difficile fidarsi. Ora dicono che la squadra verrà, ma come la mettiamo con il loro seguito, ben poco gradito negli Stati Uniti visto quello che sta succedendo? La partita è aperta…».
Un’ipotesi che divide anche l’opinione pubblica italiana: «Posso capirlo, ma come crede reagirebbero gli italiani se la Nazionale giocasse il Mondiale? Tiferebbero come solo noi sappiamo fare o non guarderebbero le gare perché non ci siamo qualificati sul campo?». Quanto alla possibilità di nuove pressioni sulla FIFA, frena: «Non credo che serva, anche se il tempo stringe. E l’anno scorso l’ho già convinto ad effettuare il sorteggio del Mondiale al Trump-Kennedy Center». E sull’origine italiana di Infantino aggiunge: «E se invece questo potesse facilitare le cose?».
Zampolli racconta poi il suo rapporto personale con lo sport: «Nuoto ogni giorno, amo le immersioni. Per il resto preferisco vedere gli eventi sportivi dal vivo più che in tv. Seguo football, basket, tennis, Formula 1 e gli sport da combattimento. Mi hanno appena dato il primo Dan come cintura nera di judo». E ancora: «Ho fatto qualche lezione da piccolo, ma con la mia attività diplomatica vorrebbero che facessi il presidente della federjudo americana».
Non manca in chiusura un passaggio sul suo passato da tifoso: «Da giovane andavo allo stadio in Curva Nord con i Boys. Sono felice che l’Inter abbia vinto lo scudetto, ma non sono un tifoso sfegatato. Vivo lo sport come un mezzo che unisce e permette di fare business».







































