Zanetti: «La vittoria Mondiale dell’Argentine e il Triplete? Emozioni impareggiabili. Lautaro sta meglio ora che in Qatar» | OneFootball

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·11 giugno 2026

Zanetti: «La vittoria Mondiale dell’Argentine e il Triplete? Emozioni impareggiabili. Lautaro sta meglio ora che in Qatar»

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Zanetti, il vice-presidente nerazzurro analizza il momento del Toro in vista del Mondiale e ricorda i grandi trionfi della sua carriera

Javier Zanetti, vice-presidente dell’Inter, ha concesso una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport in previsione del Mondiale ormai alle porte. La sua Argentina si presenta ai nastri di partenza con il titolo di campione del mondo in carica, e la leggenda nerazzurra ha voluto esprimere tutta la sua fiducia nei confronti del capitano interista, pronto a guidare il reparto offensivo dell’Albiceleste negli Stati Uniti.

ONORE E RESPONSABILITA’ PER L’ARGENTINA – «Tutt’e due le cose. E’ un onore perché il ricordo del Qatar non si è affievolito in quattro anni ed è una responsabilità perché i vincitori di un Mondiale devono sempre onorare il titolo. Ma io al ragionamento aggiungerei una terza parola, la più importante. Opportunità. L’Argentina ha l’occasione di entrare nella storia del calcio confermandosi campione. Dal 1962 in poi (il Brasile, nda) non c’è riuscito più nessuno. Godiamoci l’ipotesi».


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L’ARGENTINA É LA PIU’ FORTE – «Non lo so. Sicuramente non vedo una nazionale superiore, neppure la Francia che pure potrebbe schierare due squadre senza perdere competitività. Vedo bene anche la Spagna, che non a caso ha vinto l’Europeo, e poi il Portogallo: non se ne parla ma non va sottovalutato».

LA FELICITA’ CI SARA’ SE… – «Se la squadra sarà rimasta in corsa fino alla fine. La nostra gente non pretende di vincere sempre: vuole sentirsi orgogliosa».

MESSI – «Sta benissimo, è pronto. L’ho sentito un po’ di tempo fa e mi ha dato l’impressione di capire l’importanza del momento. Anche personale: a 39 anni può giocare il sesto Mondiale senza la pressione del 2022».

SI DICEVA CHE NON FOSSE DETERMINANTE IN NAZIONALE – «Ecco appunto. So cosa ha passato, perché lo conosco da quando era ragazzino. Ha dovuto sopportare tante critiche e ha chiuso il cerchio a Doha da protagonista assoluto. Ora sarà alleggerito. Ma non meno ambizioso».

MESSI O MARADONA – «Non mi piacciono i paragoni, tanto più se riguardano campionissimi di epoche diverse. Sono due leggende argentine. E c’è qualcosa di magico nella vittoria del 2022. I tifosi inneggiavano a Maradona: in qualche modo Diego ci ha guidati dall’alto».

VINCERE A MADRID DA CAPITANO INTER E A DOHA DA TIFOSO – «Anche queste sono situazioni imparagonabili. Posso dire di essere fortunato perché ho vissuto due emozioni impareggiabili».

LAUTARO STA MEGLIO CHE IN QATAR – «Ne sono certo. Quattro anni fa purtroppo è stato frenato dai problemi alla caviglia ma non dimentico che ha calciato un rigore pesantissimo nella semifinale contro l’Olanda. Si può essere utili in tante maniere».

LAUTARO E ALVAREZ INSIEME – «Per me si può fare. Bisogna ragionare sull’equilibrio complessivo della squadra ma se gli attaccanti si sacrificano tutto è possibile. Lauti e Julian poi sono dei combattenti, lottano su ogni pallone. Spero davvero che si possa sfruttare tutta la qualità: un tridente come questo è un’alternativa tattica interessante».

PIACE IL NUOVO FORMAT A 48 SQUADRE – «Molto, perché concede anche a nazioni piccole di partecipare al torneo più prestigioso del mondo. Sono curioso di vedere cosa succederà».

L’ASSENZA DELL’ITALIA – «Io mi sento italiano ormai al cento per cento quindi sono ancora triste, se ci ripenso. Ma se l’eliminazione capita per tre volte non è casuale, qualche problema c’è: l’Europeo vinto nel 2021 ha illuso qualcuno sull’effettivo valore del movimento. In questo caso però ha pesato molto l’aspetto mentale, la paura di non farcela. E la brutta sconfitta iniziale contro la Norvegia ha complicato il percorso».

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