Lazionews24
·14 aprile 2026
Zazzaroni non si risparmia, attacco diretto a Lotito dopo la candidatura di Malagò: «Due dita negli occhi»

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·14 aprile 2026

Il dibattito sulla futura presidenza della FIGC si infiamma e coinvolge anche il presidente della Lazio, Claudio Lotito, finito nel mirino dell’editoriale di Ivan Zazzaroni su Il Corriere dello Sport. Nel pezzo intitolato «Due dita negli occhi», il direttore analizza le dinamiche politiche e sportive che stanno accompagnando la scelta del nuovo numero uno federale dopo l’era Gravina, soffermandosi in particolare sulla posizione isolata del patron biancoceleste.
Il presidente dei biancocelesti, infatti, è tra i pochi a non aver appoggiato la candidatura di Giovanni Malagò, sostenuta dalla maggioranza dei club di Serie A, e continua a spingere per una soluzione alternativa, come il commissariamento. Una linea che lo pone in contrasto con il resto del sistema e che diventa uno dei punti centrali dell’analisi di Zazzaroni.
LOTITO – «Due dita negli occhi. La politica e il Governo decaduto del calcio hanno accolto con enorme simpatia l’indicazione della Lega di A che ha candidato Giovanni Malagò alla presidenza federale con 18 voti a favore e due contrari, quelli di Lotito e del suo fedele Verona, che però in serata si è sfilato».
FIGC – «La “forzatura” ha subito indotto Giancarlo Abete a presentare la sua, di candidatura, e adesso qualcuno sospetta che dietro il numero 1 dei Dilettanti ci sia il Ministro per lo sport Andrea Abodi, la cui posizione è chiara: non vuole stare a guardare e punta al commissario ad acta, convinto che sia l’unico modo per realizzare in poco tempo le riforme che il calcio si è negato per anni. Naturalmente la Maggioranza è allineata col Ministro: vuole mettere il cappello sulla rifondazione “pop” del calcio, puntando a un ex campione “cattura consensi” come presidente».
LEGGE – «Come si spiega tutto questo attivismo della politica? Salvini che chiede volti nuovi (…), Giorgetti che guai a chi lo trascura e Lotito che coopta un po’ di senatori per tentare di far passare un decreto per il commissariamento e che, uscendo dalla Lega, dichiara: «C’è una legge, la 91 del 1981, da riformare, da ridisegnare, perché di 45 anni fa»..*
Un intervento duro quello di Zazzaroni, che sottolinea le tensioni tra politica e calcio e accende ulteriormente il confronto attorno alla governance del sistema federale italiano.
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