Milannews24
·9 marzo 2026
Zazzaroni sicuro: «Il Milan apre una fessura nelle certezze dell’Inter. Dal Brasile mi hanno detto questo su Allegri»

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Sulle colonne del Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni ha analizzato la vittoria del Milan nel derby contro l’Inter, soffermandosi sul momento delle due squadre e sull’impatto del lavoro di Massimiliano Allegri.
Il giornalista ha evidenziato come il successo rossonero abbia riaperto almeno parzialmente il discorso psicologico della corsa scudetto, pur restando il vantaggio nerazzurro ancora significativo.
LA VITTORIA DEL MILAN E IL LAVORO DI ALLEGRI – «Allegri è arrivato a 60. L’anno scorso a 60 dopo 28 giornate c’era il Napoli che a maggio vinse lo scudetto. Questo Milan non lo vincerà, il titolo, perché i 7 punti di vantaggio dell’Inter sono tanti, ma una fessura – giusto una fessurina – nelle certezze che sembravano ormai acquisite si è aperta. Un anno fa il Milan di punti ne aveva 44 e chiuse a 63, dicono che comunque giocasse meglio. Sai che gusto. Allegri, il pratico, ha vinto il secondo derby stagionale sempre 1-0 e sempre soffrendo. Per tutto il secondo tempo ha subìto l’iniziativa interista concedendo poco: un grande lavoro sotto questo aspetto l’hanno fatto Saelemaekers riducendo Dimarco e Pavlovic arrivando ovunque».
LE ASSENZE DELL’INTER – «L’Inter ha giocato meglio, ma non bene. Hanno certamente pesato le assenze di qualità. Non tutti gli assenti sono uguali infatti. Affrontare un derby senza Lautaro, né Thuram e in parte Dumfries, ad esempio, è una sorta di disgrazia tecnico-tattica. La rinuncia (obbligata) più pesante è quella al Toro, l’attaccante più forte del campionato, un trascinatore insostituibile, oltre che – per dirla alla Costacurta – il miglior difensore dell’Inter: non si risparmia nel pressing e nei contrasti, è stimolo e esempio».
PERSONALITÀ ED EQUILIBRIO IN CAMPO – «Anche le presenze non sono tutte uguali. Mi riferisco in particolare a Modric e Rabiot che di derby ne hanno giocati a decine. La loro personalità è stata dominante per quasi tutta la partita, in particolare nei momenti di maggiore difficoltà dei compagni. Ed è proprio per questo che ho trovato decisamente penalizzante la presenza di Lautaro in panchina: se sano, avrebbe dato tutta un’altra sostanza all’arrembaggio dell’Inter. Pio e Bonny sono molto bravi, ma la loro condizione di gioco migliore è quella di spalla di Lautaro o Thuram. Non saprei come giudicare Leão: se inserirlo tra i presenti o tra gli assenti. Ieri sicuramente ingiustificato in entrambi i casi. PS. Un secondo dopo la fine della partita ho ricevuto un messaggio dal Brasile: ‘Max è il migliore di tutti’. In Brasile di calcio non capiscono nulla».









































