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·18 maggio 2026

Zazzaroni: «Spalletti non ha fallito, l’unico vero fallimento sarebbe un altro»

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Zazzaroni: «Spalletti non ha fallito, ma ieri ha provato a ridimensionare la sconfitta». Il commento del giornalista dopo Juve Fiorentina

La Juventus esce con le ossa rotte dalla sfida interna contro gli eterni rivali della Fiorentina, e adesso la prospettiva sul futuro si fa maledettamente dura. A soli novanta minuti dal termine del campionato, in casa bianconera vedono complicarsi oltremodo la qualificazione alla prossima Champions League; l’undici di Luciano Spalletti sarà infatti costretto a vincere e, contemporaneamente, sperare in un passo falso del Milan (impegnato in casa contro il Cagliari) o della Roma (che affronterà il Verona sul difficile campo del Bentegodi).

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Il direttore del Corriere dello SportIvan Zazzaroni, dalle colonne del suo quotidiano evidenzia come i buoni propositi estivi rischino di saltare definitivamente in aria di fronte al verdetto del campo:

«Nel calcio del profitto e delle necessità sopra ogni altra cosa vive e sopravvive chi porta a casa la pagnotta», scrive Zazzaroni. «Ora domandati come si sente lo juventino oggi. A una giornata dalla fine, per Spalletti è praticamente compromessa la qualificazione alla Champions», aggiunge il giornalista.

Successivamente, soffermandosi sulla posizione e sulle dichiarazioni del tecnico toscano, Zazzaroni spiega:

«Ieri Spalletti ha provato a ridimensionare la portata e gli effetti della sconfitta, si è in qualche modo appellato a una crescita culturale che non è nelle corde degli italiani: altri sono i drammi, sia chiaro, ma se dovesse effettivamente accontentarsi dell’Europa League la Juve si ritroverebbe con un mercato ridotto e una stagione nuovamente in salita. Quello di Luciano – lui è molto meglio di ciò che dice – non può, né deve essere considerato un fallimento perché non lo è: l’unico vero fallimento sta nel permettere alla sconfitta di avere la meglio su di noi».

Nel corso del suo editoriale, il direttore si concede infine una digressione sul futuro della panchina del Napoli e sulla figura di Antonio Conte:

«Parla in continuazione al passato: più che probabile che lasci con uno scudetto, un secondo posto e una supercoppa. Se così sarà, avrà fatto quello che gli fu chiesto: rialzare il livello del Napoli. Beato chi arriverà dopo di lui perché, come mi disse Allegri: “Quando raccogli una squadra da Antonio, prendi una squadra che sa come si vince“».

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