Inter News 24
·24 settembre 2026
Zenga incoraggia Martinez: «Gli errori capitano, serve equilibrio. Vi spiego perché hanno scelto lui»

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Chi meglio di un ex portiere, che ha giocato ad altissimi livelli, può comprendere cosa passi nella testa di un pari ruolo? A maggior ragione se entrambi hanno condiviso una maglia pesante come quella dell’Inter. Intervistato dal Corriere dello Sport, Walter Zenga ha parlato della squadra guidata da Cristian Chivu, e si è focalizzato anche sull’avvio di stagione di Pepo Martinez: «Se si critica la fase difensiva vuol dire cercare il pelo nell’uovo in una squadra che sta confermando il suo valore. Io non mi preoccuperei più di tanto, i gol subiti sono frutto di errori singoli di applicazione che verranno messi a posto. Non credo siano un problema i gol presi, anche perché non hanno pregiudicato i risultati. Si pensi che l’anno scorso a questo punto della stagione l’Inter aveva già perso due partite».
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A pesare in questo avvio di campionato sono stati soprattutto gli errori individuali dell’estremo difensore spagnolo. «In più di 50 partite, specialmente un portiere, 4-5 errori li commette sempre, è fisiologico. Può ritenersi poi fortunato se lo fa quando non conta nulla, cosa che purtroppo non è capitata a Martinez. Rimettersi in gioco non è difficile. Anche se fai una grande parata poi puoi finire giù dal piedistallo nell’azione successiva. Il portiere deve andare avanti per la sua strada, la bravura sta nel mantenere un equilibrio costante».
Sulla capacità di Martinez di reggere la pressione e fare il titolare a San Siro, l’Uomo Ragno ha espresso la propria opinione analizzando i punti di domanda legati alla gestione del ruolo. «Io a inizio anno avevo detto che il portiere avrebbe potuto essere l’unico punto interrogativo della squadra. Per tre motivi: non giocava da due anni, non ha esperienza e ha dietro di lui un altro portiere che può pensare di prendergli il posto. Forse avrei preso uno di più esperienza. Devo però aggiungere che anche io quando ho esordito all’Inter venivo da un anno di panchina, non avevo esperienza e non avevo mai giocato in Serie A. Se l’hanno scelto, ci sarà una logica e dipenderà da cose che noi da fuori non vediamo e non sappiamo».























