Zola sulla crisi del calcio italiano: «I nostri ragazzi hanno bisogno del coraggio per farli giocare e serve programmazione» – VIDEO | OneFootball

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Inter News 24

·22 giugno 2026

Zola sulla crisi del calcio italiano: «I nostri ragazzi hanno bisogno del coraggio per farli giocare e serve programmazione» – VIDEO

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Zola si è espresso sulla crisi del calcio italiano in occasione della 21ª edizione della Fondazione Vialli e Mauro. Le sue parole

Durante la 21ª edizione della Fondazione Vialli e Mauro, Gianfranco Zola, ex campione del Cagliari e oggi vicepresidente della Lega Pro, ha affrontato temi centrali per il calcio italiano, soffermandosi su giovani, riforme e governance federale, con un occhio attento anche al lavoro di Roberto Mancini.

PROBLEMA DEI GIOVANI – «È un momento difficile, sicuramente, se ne è parlato anche tanto. C’è tanto lavoro da fare, anche perché gli altri si sono portati molto avanti. Quindi c’è da entrare nell’ordine di idee che bisognerà affrontare un un periodo abbastanza lungo di lavoro su e con i nostri giovani, che sono le nostre risorse. Da altre parti lo stanno facendo e si vede che hanno più di noi. Però non è vero che non ci sono i giovani, ce ne sono. Recentemente abbiamo anche vinto l’Europeo dell’Under 17, e non è la prima volta che lo facciamo negli ultimi anni. È che bisogna comunque programmare per far sì che questi ragazzi, che già sono a buon livello, possano fare un salto di qualità. Perché poi a 17 anni puoi anche vincere l’Europeo Nazionale, ma non sei non hai finito il tuo percorso è diffcile. Probabilmente la cosa più difficile comincia da lì in poi e, comunque, loro sicuramente devono fare la loro parte, però anche noi dobbiamo fare qualcosa di più per creargli quello che li possa aiutare. Perché comunque i nostri ragazzi hanno bisogno anche del nostro coraggio di farli giocare, farli sbagliare, farli maturare, farli crescere».


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FUTURO FIGC E NAZIONALE – «Ma io non sono qua per dire è giusto o sbagliato. Quello che posso dire è che c’è tanto lavoro da fare. Sempre che lo debba fare Malagò o Mancini o chiunque, l’importante è che si entri nell’ordine di idee che questa non è una quick solution, come si dice, ma bisognerà lavorare programmando almeno da qui a 10 anni».

MANCINI HA FATICATO SENZA VIALLI? – «Sicuramente Gianluca è una persona con grandissime capacità e le ha messe a disposizione fino all’ultimo anche per una causa come quella della Nazionale. Però Roberto ha dimostrato anche da parte sua di avere di avere capacità. Penso che sia ingiusto e limitativo dire che Roberto abbia funzionato solo perché c’era Gianluca. Mi state portando a parlare di qualcuno che ancora non ha l’incarico, per come la vedo io, spero che chiunque sia il prossimo CT venga messo in condizioni di fare un buon lavoro. Questo perché non è solo il CT che deve fare il lavoro, ma tutti noi dobbiamo fare in modo che abbia la qualità per poter farlo al meglio».

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