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·07 de abril de 2026

3 rossi e un rigore nel finale: polemiche in Catanzaro-Monza

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Partita piena di episodi e di polemiche arbitrali al Ceravolo: Catanzaro-Monza finisce con 3 cartellini rossi (uno per i padroni di casa e due per gli ospiti) e un calcio di rigore nel recupero del secondo tempo, che consente ai brianzoli di pareggiare i conti per l’1-1 finale.

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Catanzaro-Monza, la lettura tecnica di tutti gli episodi


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Andiamo con ordine, partendo dal rosso ad Alesi nel primo tempo (foto sopra). Ayroldi estrae il cartellino per un presunto grave fallo di gioco ai danni di Ravanelli. È vero che il punto di contatto sembra alto, ma Alesi guarda il pallone in alto, cerca di girarsi, e non c’è un affondo, non va coi tacchetti ma più con la parte esterna del piede.

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Passiamo al secondo giallo per Cutrone, per uno step on foot su Antonini a inizio ripresa. Un provvedimento in questo caso fiscale, ma che ci può stare.

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Poi il rosso diretto a Keita per condotta violenta ai danni di Cassandro. L’ex Lazio e Inter prova a divincolarsi, ma l’espulsione per la reazione sembra eccessiva.

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Infine il penalty nel recupero per il presunto fallo (una trattenuta) di Antonini su Petagna. Vero che ci sono due braccia del difensore, ma al tempo stesso sembra troppo poco – considerando anche la stazza – perché l’attaccante vada a terra. Insomma, un “rigorino”.

Sommando il tutto, c’è un filo conduttore che accomuna questi provvedimenti tecnici e disciplinari: appaiono tutti eccessivi, esagerati. Inoltre, l’impressione è che i calciatori delle due squadre abbiano studiato bene l’arbitro: Ayroldi prima di ieri aveva già estratto 5 cartellini rossi in 6 presenze stagionali in Serie B; d’altronde tutti i calciatori coinvolti in questi episodi sembrano enfatizzare i contatti, mettendosi anche le mani al viso. Sta agli arbitri, in questi casi, non cadere in certe “trappole”, anche per disincentivare alcuni atteggiamenti.

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