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·25 de abril de 2026

AIA, dopo Rocchi si autosospende anche Gervasoni: l’annuncio

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Sull’AIA si è abbattuta una vera e propria bufera: dopo Rocchi si autosospende anche Gervasoni!

Non solo il designatore arbitrale Gianluca Rocchi, anche il supervisore VAR Andrea Gervasoni si autosospende in vista del giudizio di favoreggiamento pro-Inter a seguito delle indagini della Procura di Milano. Di seguito la nota ufficiale.


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AIA, la nota su Gervasoni

Preso atto di ciò e che alla stessa determinazione di auto sospendersi è giunto, per le medesime ragioni, anche il Componente della CAN A e B Andrea Gervasoni, sarà immediatamente convocato il Comitato Nazionale per assumere i provvedimenti conseguenti“.

Rocchi, la ricostruzione delle imputazioni della Procura sportiva

Il primo capo d’accusa riguarda la partita Bologna-Inter del 20 aprile 2025. Secondo il PM, Rocchi avrebbe “combinato” la scelta di Andrea Colombo come direttore di gara proprio perché considerato un profilo “gradito” alla società nerazzurra. L’ipotesi degli inquirenti è che la designazione non sia stata frutto di una rotazione tecnica neutrale, ma di una scelta deliberata per assicurare all’Inter un arbitraggio favorevole in uno snodo cruciale della stagione.

Ancora più complessa è l’accusa legata alla gestione di Daniele Doveri. In questo scenario, Rocchi avrebbe utilizzato la semifinale di Coppa Italia (23 aprile 2025) per “schermare” l’arbitro: designarlo per quella gara avrebbe permesso di escluderlo (“bruciarlo”) dalla finale del torneo e dai successivi big match di campionato. Il motivo risiederebbe nel fatto che Doveri fosse considerato un arbitro “poco gradito” dall’Inter; manovrando le designazioni, il designatore avrebbe così garantito ai nerazzurri direzioni di gara diverse e più congeniali per il resto della volata scudetto.

Pressioni sulla Sala VAR: il caso in Udinese-Parma

L’inchiesta tocca anche l’integrità tecnologica del gioco. Il terzo capo d’imputazione fa riferimento a Udinese-Parma del 1° marzo 2025. Rocchi, in veste di supervisore VAR, avrebbe esercitato pressioni indebite sull’addetto Daniele Paterna, inducendolo a richiamare l’arbitro Maresca per un’On Field Review. L’obiettivo sarebbe stato l’assegnazione di un calcio di rigore a favore dei friulani, nonostante l’addetto al video fosse inizialmente di parere opposto. Un condizionamento che, se confermato, colpirebbe al cuore la credibilità dell’assistenza tecnologica.

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