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·27 de maio de 2026

Albertini: «Milan, tracollo inaspettato. Anche Allegri responsabile»

Imagem do artigo:Albertini: «Milan, tracollo inaspettato. Anche Allegri responsabile»

L’ex centrocampista del Milan analizza il momento dei rossoneri dopo l’azzeramento totale voluto da Cardinale

Demetrio Albertini è stato un grande centrocampista del Milan di Silvio Berlusconi. Oggi, da tifoso, analizza su La Gazzetta dello Sport l’intricata matassa di casa rossonera dopo il quinto posto e l’azzeramento totale di parte di Gerry Cardinale.


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SI ASPETTAVA IL TRACOLLO «Mai nella vita. Quando arrivi a una vittoria dall’entrare tra le prime quattro e giochi in casa contro il Cagliari, se sei il Milan non puoi non raggiungere l’obiettivo. Evidentemente il primo e ultimo passo in una stagione sono i più difficili e riflettono il carattere della squadra».

IL MILAN PARLA DI FALLIMENTO INEQUIVOCABILE «Concordo, ma anche lo scorso anno è stato un fallimento, a testimonianza che cambiano gli interpreti, ma il giudizio è lo stesso».

ALLEGRI «Quando hai il match ball e ti sei costruito la possibilità di arrivare in Champions, ma poi sbagli l’ultima gara, l’allenatore ha delle responsabilità. Anche perché l’andamento dell’ultimo mese è stato da retrocessione. Sono stati fatti degli errori e, se prima la squadra era andata oltre le sua possibilità, arrivare quinta con una rosa inferiore solo a quella dell’Inter, è un fallimento».

LA ROSA «Non è scarsa e gli elementi di valore ci sono. Certo, va rinforzata con gente che sappia come si vince, ma non credo sia da quinto posto. Assolutamente».

LEAO «Sinceramente lo vedo fuori dal progetto. Per me Leao, se è non il migliore, è uno dei migliori del Milan, ma il contesto ambientale non più adatto per lui. Se arrivasse una buona offerta, sarebbe il momento giusto per cambiare».

LA PRIORITA’ É L’ACQUISTO DI UN CENTRAVANTI «Lo era anche la scorsa estate, due estati fa e quelle prima ancora… Serve azzeccare l’investimento e mettere in pratica un gioco più offensivo rispetto a quello di questa stagione».

GALLIANI O MALDINI «Non sono io che devo scegliere e non mi permetto di dare suggerimenti. Mi limito a dire che il dna di Galliani e Maldini lo conosco bene perché è quello dei milanisti. Come il mio. Lo ripeto, il dna di ogni club è diverso dall’altro e io l’ho capito giocando al Milan, ma anche al Barcellona, all’Atletico, all’Atalanta e alla Lazio».

IRAOLA «Lo conosco poco e preferisco lasciar lavorare Cardinale e i suoi uomini. Questo è un momento delicato per le scelte e bisogna prendere le decisione giuste perché ripartire da zero ogni volta non è possibile se si vuole puntare in alto».

CARDINALE «Avrà sofferto per i risultati che non sono arrivati, ma gli ultimi quattro anni hanno sofferto anche i tifosi. Vivono di speranze, soprattutto quella di un futuro diverso. Me lo auguro anche io».

COSA SPERA «Chiarezza nella comunicazione e una dirigenza unita che indichi la via da seguire».

I TIFOSI «Il loro comportamento sarà una conseguenza di quello che percepiranno. Adesso tutti noi tifosi ci lecchiamo le ferite e speriamo di non abituarci a ciò che non c’è stato nei trent’anni dell’era Berlusconi. Già il prossimo mercato darà un indirizzo alla stagione che mi auguro sia diversa dalle ultime».

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