Alfonso Montero a Juventusnews24: «Per mio papà Paolo la Juve è casa, quando sono arrivato qui mi ha detto che era una responsabilità» – VIDEO | OneFootball

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·28 de abril de 2026

Alfonso Montero a Juventusnews24: «Per mio papà Paolo la Juve è casa, quando sono arrivato qui mi ha detto che era una responsabilità» – VIDEO

Imagem do artigo:Alfonso Montero a Juventusnews24: «Per mio papà Paolo la Juve è casa, quando sono arrivato qui mi ha detto che era una responsabilità» – VIDEO

Alfonso Montero ha raccontato la sua storia: dai consigli di papà Paolo fino all’arrivo alla Juventus. La sua intervista in VIDEO

Intervistato in esclusiva da Juventusnews24, Alfonso Montero – difensore della Juve Primavera – ha raccontato così la sua storia.

Quanto c’è di tuo papà nel tuo percorso da calciatore? Come hai iniziato: hai guardato qualche sua partita e hai detto ‘Voglio seguire le tue orme’?«La verità è che mio papà da piccoli, a me e mio fratello, non ci ha mai detto di giocare a calcio. Tutto è iniziato per una persona molto legata alla famiglia, è un grande amico di mio padre ed è come se fosse uno zio per noi. Fin da piccoli ci dava il pallone e tante cose ce le ha insegnate lui. Però è ovvio che quando siamo diventati più grandi, sia a me che faccio il difensore centrale sia a mio fratello che fa il terzino – due ruoli che mio padre ha ricoperto – ci dà tanti consigli e lo ascoltiamo sempre».


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Com’è il vostro rapporto dal punto di vista calcistico? Lo chiami dopo le partite, ti dà qualche consiglio, ti fa notare cosa migliorare o ti lascia tranquillo?«Dopo le partite, una cosa che mi piace e che ho preso un po’ da lui, è che non siamo così contenti. A volte esco e penso più agli errori che ho fatto che alle cose positive, ma non in maniera negativa. Sempre per migliorare. Magari la gente mi dice ‘Hai fatto un partitone’ ma io non sono d’accordo. Quando parlo con mio padre dopo le partite mi dà sempre consigli, io gli mando i video delle giocate e gli chiedo cosa ne pensa, cosa avrebbe fatto lui in quella situazione. Sempre per migliorare».

Il cognome Montero è un cognome molto importante, qui in Italia tantissimo. Ha solo dei lati positivi o c’è stato anche qualcosa di negativo da affrontare nella tua carriera: parlo di pressioni, etichette, eredità da raccogliere e se sì come le hai vissute?«Essere ‘figlio di’ come diciamo in Uruguay comporta parole come ‘raccomandato’ ma la verità è che a me quello non mi tocca proprio. Sono tutte cose positive perché non tutti i miei compagni hanno avuto genitori calciatori e quindi è un privilegio che io posso avere. Cerco di sfruttare al meglio perché non è una cosa normale».

Ti rivedi in lui in qualche caratteristiche in campo? Nel modo di giocare o intrepretare il ruolo magari. Cosa pensi di aver ‘rubato’ del Paolo calciatore?«Qualche volta sì, perché i consigli che mi dà provo a riportarli in campo…Poi a volte mi guardo le sue partite ma mi manca ancora abbastanza per arrivare a lui».

Cosa ti ha raccontato lui della Juventus? Quali parole ha usato per descriverti questo club prima del tuo arrivo nel 2022?«Anche prima del 2022, da quando sono nato… Per lui la Juventus è la sua casa. Fin da piccoli ci ha sempre raccontato cose positive. Siamo venuti alla inaugurazione dello stadio, lì è stata la prima volta che sono stato a Torino. Quando sono arrivato qui mi ha detto che dovevo essere felice, di sfruttare l’opportunità ma che era anche una responsabilità, di affrontarla con grande serietà e di fare in campo quello che sono abituato a fare»

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