Allegri, ma quale rosa corta! Loro tre allungano le rotazioni del tecnico: crescita esponenziale | OneFootball

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Milannews24

·22 de janeiro de 2026

Allegri, ma quale rosa corta! Loro tre allungano le rotazioni del tecnico: crescita esponenziale

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Allegri può finalmente scacciare il fantasma della rosa corta grazie all’importante contributo di Ricci, Jashari e del neo-arrivato Fullkrug

Dimenticate l’etichetta di “seconde linee”. La vittoria contro il Lecce non ha portato solo tre punti d’oro, ma ha certificato la nascita di un nuovo Milan, più profondo, più fisico e terribilmente cinico. Massimiliano Allegri ha finalmente trovato quelle risposte che cercava: la rosa non è più corta, è semplicemente più ricca di soluzioni tattiche.


Allegri e la metamorfosi del Diavolo: i tre volti della svolta

Secondo l’analisi di Gazzetta.it, l’impatto dei nuovi innesti e dei giovani ha cambiato il volto alla stagione rossonera:


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  • Niclas Füllkrug, il “Bierhoff” di Allegri: È bastata una testata ravvicinata al 76′ per sbloccare un match che sembrava stregato. Il tedesco, arrivato in punta di piedi, ha dimostrato di essere l’unico vero “9” d’area capace di trasformare un cross sporco in oro colato. La sua presenza permette ad Allegri di avere un piano B fisico quando Leao e Pulisic non trovano varchi.
  • Ardon Jashari, il geometra del futuro: Schierato titolare per 87 minuti, lo svizzero ha incantato San Siro con personalità, lanci millimetrici (3 su 3 lunghi riusciti) e una capacità di verticalizzare che mancava. La sua convivenza con Modric non è più un tabù, ma una risorsa di qualità assoluta.
  • Samuele Ricci, l’equilibratore universale: Definito “intelligente e completo”, l’italiano ha garantito quella dinamicità necessaria per coprire le spalle ai trequartisti. Allegri lo vede ormai come una mezzala moderna, capace di fare “un po’ di tutto”, fondamentale per gestire i ritmi della settimana lunga.

Scudetto: ora cambia tutto

Con il rientro dei titolarissimi (Pavlovic e Modric) per la sfida alla Roma, Allegri si ritrova con un “problema” che ogni allenatore vorrebbe avere: l’abbondanza. Se prima il Milan faticava a cambiare marcia a gara in corso, oggi i cambi sono diventati decisivi. La “zona Champions a 74 punti” resta l’obiettivo dichiarato dal Mister, ma con questa rosa il popolo rossonero ha il diritto di guardare fisso negli occhi l’Inter capolista.

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