Calcionews24
·14 de julho de 2026
Allegri si presenta: «Per me è un’avventura meravigliosa. Sono venuto apposta per restituire qualcosa al Napoli»

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Massimiliano Allegri si presenta in conferenza stampa come nuovo allenatore del Napoli. Le sue prime parole ai giornalisti in veste di neo tecnico dei partenopei:
PAROLE – «Buongiorno a tutti, credo che sia anche troppo questa presentazione. Devo ringraziare il presidente per questa ora insieme. Da quando c’è il presidente, il Napoli solo un anno è stato fuori dall’Europa, negli ultimi due anni ha vinto unoscudetto e una Supercoppa. Antonio Conte ha fatto un ottimo lavoro ed è già la seconda volta che mi capita di ereditare una sua squadra, speriamo che sia di buona auspicio. Vogliamo lavorare con grande professionalità per arrivare a marzo dentro a tutti gli obiettivi: campionato, Champions e Coppa Italia. Per me è un’avventura meravigliosa, una città pazzesca e molto passionale. Non ho assolutamente avuto contatti con la Federazione, ho parlato solo col presidente dopo che già anni fa eravamo stati vicini»
SQUADRA – «Abbiamo una rosa forte e grande voglia di raggiungere gli obiettivi, raggiungibili solo tramite il lavoro e il sacrificio. Caratteristiche che questo gruppo ha. Da un vecchio allenatore ho imparato una cosa: finché un giocatore non lo alleno, dare giudizi è molto difficile. Lukaku e De Bruyne arriveranno il 5 agosto, prima di loro McTominay e Lang. Per ora iniziamo con i calciatori a disposizione. Insieme al presidente vogliamo migliorare la squadra. La grande sfida è quella di essere allo stesso tempo competitivi e sostenibili. Poi al mercato ci pensa la società. Hojlund è un grande attaccante, sono contento di allenarlo. L’anno scorso l’ho scansato, quest’anno invece l’ho preso. Il Napoli ha ottimi portieri e sono molto importanti. In una stagione di 60 partite anche chi è secondo portiere è molto importante perché sono partite che determinano stagione. Ci sarà un primo e un secondo, ma vedrò nel corso dei ritiri»
AZIENDALISTA – «Sono diversi anniche vengo definito aziendalista. Per me è un complimento, l’allenatore è quello che deve gestire il patrimonio della società che sono i giocatori. Nel calcio di oggi, soprattutto in Italia, abbiamo delle difficoltà rispetto all’Inghilterra per esempio, di essere competitivi e sostenibili. L’allenatore deve essere in simbiosi e capire le esigenze della società»
ESPERIENZE PASSATE – «Non commento le parole di Cardinale, posso solo ringraziare tutte le persone che mi hanno supportato e sopportato. C’è stato dispiacere ma ora dobbiamo ripartire con grande entusiasmo, abbiamo il campionato e la Champions. L’ultima esperienza alla Juventus l’abbiamo conclusa vincendo una Coppa Italia. Al Milan la cosa buffa è che siamo stati tra i primi tre posti dalla seconda alle 36esima giornata. Siamo stati fuori dalla Champions solo l’ultima. Questa è una cosa che, non lo nego, mi sono portato dietro: è la prima volta tra Juve e Milan in cui sono stato fuori dalle prime quattro»
CONTE – «Claim napoletano? Non ci ho pensato e mi scuso. Sugli infortuni ho imparato una cosa: ogni annata è diversa. Puo’ succedere tutto il contrario di tutto. Annate di conte diverse sotto lato infortuni, stando al di fuori impossibile giudicare. Domani valuteremo il tutto. Fino al 20 settembre, prima sosta nazionale, dopo inizia vera stagione con partita ogni 3 gg. L’habitat della Champions è un habitat in cui dovremo fare meglio possibile»
DE BRUYNE – «Innanzitutto fatemelo vedere e fatemelo allenare. Di sicuro è un giocatore che sa giocare bene a calcio ed è già un vantaggio. L’anno scorso fino all’infortunio fu un giocatore molto utile al Napoli, poi non so se Conte non lo abbia impiegato nelle posizioni a lui più congeniali. All’andata a Milano fece una buona partita, è un calciatore straordinario»
RAPPORTO CON DE LAURENTIIS – «L’ambiente è quasi familiare: presidente ci conosciamo da tanti anni, ricordo una telefonata a mezzanotte allenavo la Juventus e prima di Borussia Dortmund-Juventus. (Si commuove, ndr). Fu una serata dove mia madre non stava bene e direttore siamo stati insieme già. Il corsiero sullo stemma vista passione ippica? Notato subito. Sono fortunato, io e il direttore Manna consociamo pregi e difetti, lui conosce bene miei difetti e mi aiuterà molto»
L’IMPORTANZA DELLA DIFESA E DEI NUMERI – «La difesa è importante tanto quanto centrocampo e attacco. Non ho fatto pace con umeri e statistiche, penso che la cosa importante sia avere giocatori che ci facciano vincere le partite. Nello staff tecnico abbiamo ragazzi, che verranno presentatia Dimaro, che lavorano sui dati. Ma non è così semplice, perché il calcio è roba di campo e non di dati. I dati confermano quello che vediamo sul campo»
ASPETTATIVE – «Partiamo sapendo che nulla è scontato, nonostante gli ultimi anni di successi. Dobbiamo metterci nelle condizioni di lavorare al meglio»







































