Calcionews24
·29 de junho de 2026
Ancora una volta negli Stati Uniti: 32 anni dopo è di nuovo Olanda-Marocco al Mondiale

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La gioia di giocare a calcio e la leggerezza di chi non ha pressioni da favorita. Olanda-Marocco si preannuncia come la sfida potenzialmente più spettacolare dei sedicesimi di finale di questo Mondiale 2026. Entrambe le squadre esprimono un calcio offensivo e divertente, candidandosi al ruolo di vera e propria mina vagante del torneo: chi passerà il turno affronterà il Canada agli ottavi, prima di un possibile, titanico incrocio ai quarti contro la vincente di Germania-Francia.
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L’Olanda si presenta a questa sfida con una statistica impressionante: non perde una partita ai Mondiali (nei tempi regolamentari o supplementari) dalla finale del 2010. Da allora, ha subito solo eliminazioni alla lotteria dei rigori. Giocare a fari spenti potrebbe essere l’arma segreta degli Oranje. Dall’altra parte, il Marocco affronta un lato del tabellone durissimo, zeppo di potenze del Vecchio Continente. Una sfida affascinante che rievoca un incredibile ricorso storico: esattamente 32 anni fa, il 29 giugno 1994, le due nazionali si sfidarono proprio al Mondiale americano di Orlando, con vittoria olandese per 2-1. In quel caso la sfida chiudeva un girone che avrebbe visto l’Olanda chiudere al primo posto e il Marocco restare a zero. Il mattatore di quella giornata fu Bergkamp: autore della prima rete (un cucchiaio a sfruttare un errore difensivo); suggeritore della seconda con un servizio per Roy. Gli africani pareggiarono momentaneamente con Nader, a finalizzare un’azione perfetta che lo portò a battere a rete praticamente a porta vuota.
Le chiavi tattiche. Il CT olandese Ronald Koeman dovrà limitare le amnesie difensive e punta tutto sulle ripartenze: le sortite di Dumfries, la velocità di Summerville e i tagli di Gakpo serviranno ad aprire il campo per Malen, chiamato ad agire a supporto di Brobbey. Dall’attaccante giallorosso ci si aspetta la scintilla decisiva in zona gol.
In casa Marocco, il CT Mohamed Ouahbi ha un imperativo: ritrovare il miglior Brahim Diaz. Finora, del quartetto offensivo titolare, ha segnato solo Saibari (che conosce bene i rivali, avendo militato nel PSV). Ai Leoni dell’Atlante serve maggiore qualità nel possesso per innescare transizioni letali.
Il cuore del match, però, batterà a centrocampo. Da una parte l’esperienza di Frenkie De Jong, dall’altra il talento del giovanissimo Ayyoub Bouaddi, che nonostante l’età gioca con la personalità di un veterano. Per lui può essere la notte della consacrazione; per Olanda e Marocco, quella della svolta definitiva.







































