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Zerocinquantuno

·17 de abril de 2026

Aston Villa-Bologna 4-0: il Tosco l’ha vista così…

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Tempo di Lettura: 2 minuti

Italiano nella conferenza stampa post partita ha spiegato che l’idea di invertire i terzini era quella di portarli all’interno del campo una volta riconquista palla per andare diretti in area senza arrivare invece sul fondo e crossare, vista la tenuta difensiva degli avversari sui cross dimostrata nei tanti match giocati contro.


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In effetti la prima parte di gara è andata così, col Bologna che ha approcciato bene la stessa arrivando al tiro, producendo un discreto possesso palla e tenendo gli avversari nella loro metà campo: si giustifica così anche un’altra scelta opinabile in mediana, e cioè quella di preferire Moro, più palleggiatore, a Pobega. Col senno di poi, vista l’asfaltata presa proprio nel mezzo, un calciatore di struttura come l’ex Milan poteva essere più adatto.

Purtroppo il piano partita ha cominciato a traballare quando i padroni di casa hanno preso in mano il comando delle operazioni, dimostrando di essere troppo superiori al Bologna: semmai è stato miracoloso il primo tempo al Dall’Ara, che aveva illuso tanti, compresi alcuni dei protagonisti che credevano di potersela giocare.

E qui che infatti un po’ m’incazzo, perché prima si caricano le molle dicendo che si può tentare l’impresa (magari criticando chi invece consigliava di stare coi piedi ben piantati per terra) e poi si insultano tutti, dal presidente al magazziniere, perché siamo andati a Birmingham a fare una figuraccia.

Bastava prendere nota del valore degli avversari prima, come dal sottoscritto detto e ripetuto tutti i santi giorni in trasmissione, per non ritrovarsi così delusi e arrabbiati. E parlo anche di alcuni giocatori, che dovrebbero essere un pochino più umili onde evitare di sbracare poi sul campo.

Mi riferisco per esempio (e non solo…) a Bernardeschi, che al termine del match d’andata aveva dichiarato: «Il Bologna non è assolutamente inferiore a questa squadra», dimenticando che ci avevano già battuto un tot di volte sia con sia senza la sua presenza. Mi sa che i tre anni trascorsi a Toronto l’hanno allontanato dal calcio che conta, facendogli perdere di vista il reale valore delle squadre inglesi.

Da un calciatore con la sua esperienza mi sarei aspettato atteggiamenti diversi anche nei confronti dei compagni, visto che sul rettangolo verde non lesina cazziate un po’ a tutti: ieri ha mangiato la faccia a Rowe, reo di non avergli restituito un pallone, così come spesso fa con Castro.

Se gli avevo fatto i complimenti per l’ottimo assist servito a Orsolini domenica scorsa in Bologna-Lecce, compiendo un gesto da grande calciatore e grande uomo, stavolta mi sento di criticare l’atteggiamento di chi, dall’alto certamente di una classe superiore e di qualche trofeo vinto, pensa di potersi permettere ramanzine ai compagni davanti al pubblico (non sarebbe meglio negli spogliatoi?) e dichiarazioni fuori luogo dopo una gara persa contro una squadra che anche un cieco vedrebbe infinitamente superiore, e che in Italia contenderebbe lo scudetto all’Inter.

Se non ritroviamo umiltà ci aspetta un finale di campionato tragicomico. Altro che, caro Bernardeschi, «non siamo inferiori a questa squadra». Dei prossimi sei avversari siamo inferiori ad almeno cinque: quindi lì con la testa, che quest’anno di partite ne abbiamo già perse abbastanza, e cerchiamo almeno di evitare figuracce, a cominciare proprio da domenica sera contro la Juventus, che per noi bolognesi non è e non sarà mai una sfida come tutte le altre!

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