Azzi (Ceo Dazn): «E’ molto dura vedere l’Italia fuori dai Mondiali! Novità? Annunciamo questo» | OneFootball

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·17 de abril de 2026

Azzi (Ceo Dazn): «E’ molto dura vedere l’Italia fuori dai Mondiali! Novità? Annunciamo questo»

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Il Ceo di Dazn, Stefano Azzi, ha rilasciato un’intervista per parlare del Mondiale 2026 che verrà trasmesso in esclusiva dalla piattaforma

Il Mondiale 2026 sarà interamente su Dazn. A presentarlo su La Gazzetta dello Sport c’è il Ceo di Dazn Italia, Stefano Azzi:


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LA COPPA DEL MONDO SU DAZN – «È una soddisfazione e un orgoglio per me e soprattutto per Dazn avere tutto il Mondiale in streaming, con 69 gare in esclusiva. Il calcio muove la passione della gente e come dice il maestro Arrigo Sacchi il calcio è la cosa più importante tra le cose meno importanti del mondo».

CHE MONDIALE SARÀ – «Un Mondiale XXL che come detto avrà tutte le partite e vivrà dal tramonto all’alba e viceversa. Il racconto sarà allargato durante le ventiquattro ore, cercando di cogliere tutto quello che accade. In campo e fuori. Ci sarà una rubrica che al mattino riassumerà tutto quello che è successo nella notte e poi appuntamenti nel pomeriggio e la sera per presentare le partite che andranno in onda nei tre Paesi che ospitano il torneo. Racconteremo la magia della Coppa del Mondo in tutte le sue sfaccettature».

L’ITALIA ASSENTE – «Abbiamo tifato tutti per gli azzurri sia a Bergamo per la semifinale dei playoff e sia qua in ufficio per la finale. Da tifoso non avere l’Italia è dura, ma il Mondiale come manifestazione va al di là di chi partecipa perché è estremamente attrattivo e ci sono partite iconiche che trascineranno l’audience».

SARÀ UNA COPPA DEL MONDO VISIBILE OVUNQUE – «Sarà bellissimo. Siamo passati da Uruguay 1930 senza internet e tv, a Messico 1970, con le prime tv a colori, al Mondiale 2026 con le gare visibili ovunque in live streaming. La platea sarà allargata e si potrà assistere alle partite sul divano di casa, in viaggio o in spiaggia, connessi ai telefonini e ai tablet».

MONDIALE PIU’ IMPORTANTE – «Mi è rimasto nel cuore quello del 1982 con la finale Italia-Germania. Con quel rigore sbagliato da Cabrini abbiamo creduto che fosse un match segnato e invece c’è stato il gol Rossi e poi l’urlo di gioia di Tardelli per il 2-0. E come dimenticare l’esultanza composta in tribuna del presidente Pertini».

IL SUO RICORDO PIÙ BELLO EXTRA AZZURRI – «Messico ’86 con il gol di Maradona all’Inghilterra. Quello dopo aver scartato mezza squadra avversaria, non quello con la… mano de Dios. E poi i Leoni indomabili del Camerun nel 1990».

CHE RACCONTO FARÀ DAZN – «Un misto di contenuti e di innovazione. Il calcio giocato sarà accompagnato con nuovi show che racconteranno quello che è successo e succederà con competenza, leggerezza e innovazione, attraverso l’interazione e coinvolgimento dei tifosi. Daremo loro la possibilità di creare highlights personalizzati e di vedere i contenuti di Fifa+ per avere un panorama completo della storia del Mondiale».

LE GARE IN ORARIO NOTTURNO – «Un’opportunità. Se un appassionato guarda in diretta le Olimpiadi negli Usa o la Formula 1 dall’altra parte del mondo, non si perderà le partite del Mondiale di notte. Per Dazn sarà il ponte che collegherà la fine dell’attuale campionato alle amichevoli estive e all’inizio della prossima Serie A».

IL RILANCIO DEL CALCIO ITALIANO – «Ho letto molto e se n’è parlato tanto: secondo me sacrificio, umiltà e coraggio rappresentano quello che serve. Non basta cambiare allenatore della Nazionale, ma serve trovare un’alternativa per quello che c’è intorno: servono nuove leggi. Il sistema deve cogliere questa opportunità di cambiamento per riportare il calcio in alto. Bisogna accompagnare il calcio in questa fase di ricambio generazionale».

LA SERIE A DA 20 A 18 SQUADRE – «La Liga è a 20 come la Premier e quindi un taglio delle squadre non lo vedo come una priorità. Secondo me bisogna rilanciare il sistema con il prodotto: più il prodotto è di qualità e più viene visto».

IL VALORE DELLA SERIE A – «Il tema della pirateria è sottovalutato e non permette al calcio di crescere a tutti i livelli, anche come investimenti. In Italia è un problema molto culturale e diffuso: in alcune fasce della popolazione è considerata una marachella che quasi si racconta. E invece è un reato che fa male al sistema e mina la sostenibilità del nostro pallone».

IL CALCIO GRATIS IN TV – «La Serie A in tv non è mai stata gratis perché per vedere poche partite trasmesse sulla Rai c’era bisogno del canone. E poi i biglietti per entrare allo stadio non sono gratis e le maglie delle squadre non sono distribuite gratuitamente ma vendute. Senza i diritti tv i ricavi dei club si ridurrebbero e la pubblicità non compenserebbe. Il pallone è un prodotto premium da sempre e il suo valore va preservato».

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