Bernardeschi non ci sta: «Dicevano che ero finito e fallito, andando in Canada, ma non ho mai perso la consapevolezza dei miei mezzi» | OneFootball

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·08 de abril de 2026

Bernardeschi non ci sta: «Dicevano che ero finito e fallito, andando in Canada, ma non ho mai perso la consapevolezza dei miei mezzi»

Imagem do artigo:Bernardeschi non ci sta: «Dicevano che ero finito e fallito, andando in Canada, ma non ho mai perso la consapevolezza dei miei mezzi»

Bernardeschi si racconta a La Repubblica: «Dicevano che ero finito e fallito, andando in Canada, ma non ho mai…»

Federico Bernardeschi non ha preso parte alla pesante sconfitta dell’Italia contro la Bosnia, una scelta dell’ex CT Gennaro Gattuso che ha preferito puntare sul gruppo già consolidato nonostante le buone risposte offerte dal fantasista nelle ultime uscite. L’ex Juventus e Toronto, oggi rinato con la maglia del Bologna, sta vivendo una stagione di grande continuità, contribuendo alla cavalcata europea che ha portato i rossoblù ai quarti di finale di Europa League, dove domani affronteranno l’Aston Villa.

Intervistato da Repubblica nell’edizione bolognese, Bernardeschi ha alimentato l’ottimismo in vista della sfida europea, sottolineando la forza e la consapevolezza raggiunte dal gruppo di Italiano. Allo stesso tempo, è tornato sul ko degli Azzurri, soffermandosi sul clima pesante che ha accompagnato la Nazionale fino al disastro di Zenica, definito un vero e proprio contesto“da tragedia”.


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PAROLE – «Quante chance abbiamo di eliminare l’Aston Villa? Cinquanta noi e cinquanta loroDeve ancora iniziare, ci mancherebbe non fossi ottiista. Loro sono una grande squadra, ma noi possiamo giocarcela. Dobbiamo approcciarla con intensità stando molto concentrati sui dettagli che a questi livelli fanno la differenza, sono fondamentali. Al Dall’Ara ne abbiamo sbagliate tante forse perché siamo più frenetici, vogliamo risolvere tutto subito mentre fuori giochiamo con più pazienza, palleggiamo di più e aspettiamo che si aprano gli spazi, coi tempi giusti»

IN EUROPA… – «Sono rimaste squadre diverse da quelle che si immaginava, ma non è giusto dire che il calcio italiano non va avanti. Sono fasi, momenti, coincidenze. L’Inter se la rigioca cento volte contro il Bodo non viene mai eliminata, la Juve poi è uscita per un soffio. Ricordiamoci che negli ultimi tre anni l’Inter ha giocato due finali di Champions, che l’Atalanta ha vinto l’Europa League due anni fa, che la Roma ha vinto la Conference nel 2022 e poi la Fiorentina ha giocato due finali nel ’23 e nel ’24. Facciamoci i complimenti anche quando le cose vanno bene e non guardiamo solo a quello che fanno gli altri. Tolta la Premier, la serie A è l’unico campionato europei in cui ci sono sei squadre in corsa per lo scudetto. In Francia e Germania non c’è competizione, in Spagna se la giocano due squadre su 38»

QUALITA’ NAZIONALE – «Non è vero che la Nazionale italiana ha poca qualità. Troppi italiani godono delle sconfitte? Godere forse no, ma è vero che si è creato intorno alla Nazionale un clima quasi di rassegnazione, di tragedia imminente, un’atmosfera che non fa bene a nessuno, non alla squadra né ai giocatori né al Paese. Perché poi quando si vince un Mondiale, vinciamo tutti. Mancata convocazione di Gattuso? Ho capito la scelta del ct, ci poteva stare anche se stavo facendo bene. Ero fuori da tre anni, si era formato già un gruppo solido. Per me la Nazionale però non è ancora un discorso chiuso»

DICEVANO CHE ERO FINITO… – «I  cambiamenti sono sempre incognite, dovevo adattarmi, avevo perso la preparazione, mi servivano un paio di mesi per ingranare. Bilancio personale dunque è già positivo? Ditelo voi, io direi di sì. Ho avuto la conferma di quel che pensavo di me. Dicevano che ero finito e fallito, andando in Canada, ma non ho mai perso la consapevolezza dei miei mezzi, ero sicuro che ce l’avrei fatta. Tecnicamente poi con Italiano ho aggiunto ancora qualcosa, come specifici movimenti, nel mio bagaglio tecnico. Cerchiamo di portare qualcosa a casa quest’anno e poi vediamo. Il Bologna deve avere l’ambizione di stare in Europa fisso, restarne fuori sarebbe triste. Qui sto benissimo, la gente ha gioia di vivere e sa divertirsi».

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