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·16 de julho de 2026

Bisignani dice la sua: «La storia della Lazio passa di padre in figlio. Questo è il momento di restare uniti»

Imagem do artigo:Bisignani dice la sua: «La storia della Lazio passa di padre in figlio. Questo è il momento di restare uniti»

Bisignani racconta il legame con il club, la contestazione a Lotito, il corteo dei tifosi e la sua idea sul futuro della società

Luigi Bisignani ha raccontato molte delle sue opinioni sull’attualità biancoceleste nell’intervista rilasciata al format Tieni il Tempo“. In particolare ha svelato il suo rapporto con i colori biancocelesti, le origini della contestazione nei confronti di Claudio Lotito, il corteo che ha attraversato Roma e la sua visione sul futuro del club.

Un intervento lungo e articolato, tra ricordi personali, passione, politica e analisi della situazione societaria. Bisignani ha spiegato come la protesta abbia ormai superato i confini della tifoseria laziale, coinvolgendo anche chi, storicamente, vive il derby dall’altra parte della città.


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Bisignani dice la sua sulla protesta e la solidarietà dei romanisti

TIFOSI DELLA ROMA«I tifosi della Roma stanno simpatizzando per la nostra protesta. Essere tifoso della Lazio significa essere antiromanista, così come essere romanista significa essere antilaziale. Le nostre due squadre non hanno una storia brillante come quella delle milanesi e lo sfottò era rimasto una delle poche cose ancora in piedi. Un garagista romanista a cui avevo lasciato la macchina, e che mi prendeva sempre in giro, mi ha detto: “Noi siamo con voi”. Questo fa capire quanto la protesta della Lazio sia dilagata».

AMORE PER LA LAZIO«La storia della Lazio passa di padre in figlio. Per me è iniziata con mio nonno. Durante la guerra diede perfino le tessere alimentari per festeggiare una vittoria della Lazio: da lì ho capito quanto la Lazio fosse importante. Ho vissuto tanti anni in Argentina, poi sono arrivato a Roma e, per un periodo, abitavo all’Hotel Riz, dove la Lazio andava in ritiro. L’allenatore era l’argentino Juan Carlos Lorenzo. Io ero intraprendente: ero diventato un po’ la mascotte della squadra, un traduttore e anche raccattapalle ufficiale. Portavo gli ordini di Lorenzo a Lovati, che sedeva in panchina quando il mister era squalificato».

FAMIGLIA«Far diventare laziali i miei figli non è stato semplice, anche perché ho lavorato tanti anni con Giulio Andreotti. Uno dei suoi crucci era che suo figlio Stefano fosse un grande tifoso della Lazio. Ho capito che la passione va trasmessa fin da piccoli: misi una foto di Anna Falchi sulla culla di mio figlio e mia moglie mi disse: “Non so se diventerà laziale, ma di sicuro un grande maniaco”. Invece è diventato un grande laziale. La battaglia che ho intrapreso per la Lazio me l’ha ispirata proprio lui. Mi disse: “Papà, basta parlare di Trump e della Meloni. Parla della Lazio, perché non se ne può più”. E aveva ragione».

SCINTILLA«Tutto è partito dalla risposta di Claudio Lotito al giornalista de Il Tempo. Durante la conferenza stampa sul Flaminio, il cronista gli chiese: “Ma come lo pagate?”. La risposta evasiva di Lotito ha acceso la curiosità di Daniele Capezzone, che non è un tifoso della Lazio, ma ha capito subito il problema. Ha raccontato che, da quando è arrivato a Roma, si è reso conto che praticamente tutti i tifosi erano contro Lotito».

CORTEO«La manifestazione avrebbe dovuto svolgersi di venerdì, ma la Questura ci ha chiesto di spostarla per via del concerto di Ultimo. Il giovedì è un giorno lavorativo, con 35 gradi: eppure in piazza c’erano trentamila persone. Neanche Papa Prevost riempirebbe così Piazza San Pietro in quelle condizioni. Vedere 30.000 persone mettersi in marcia è stato qualcosa di incredibile».

LOTITO«Ha avuto grandi meriti: ci ha salvato e gliene abbiamo sempre dato atto. Ma questo non significa che oggi possa affossare la Lazio. Ha mollato la presa. È impegnato in troppe questioni e non ha più tempo né risorse per gestire da solo una squadra di calcio. Non si rende conto dell’isolamento in cui si trova. Non è una protesta di una sparuta minoranza: tutti i tifosi hanno preso parte alla contestazione».

DIALOGO«Cosa gli consiglierei? Il mio numero ce l’ha. Gli direi di chiedere scusa e di riaprire il dialogo. Può fare come Maurizio Stirpe a Frosinone, facendo entrare un fondo che lo aiuti. Di questo passo lo stadio resterà sempre più vuoto e la Lazio perderà sempre più terreno. Rischia di far fare alla Lazio la fine della Salernitana: una svendita».

CESSIONE«Noi crediamo nella proprietà privata e sappiamo che la decisione spetta a lui. Ma dovrebbe fare un passo di lato e permettere l’ingresso di capitali freschi. Più alta riusciremo a tenere la pressione, non solo in questi mesi, ma anche seguendo la squadra in trasferta e dimostrando che questa protesta non finirà, più sono convinto che Lotito sarà costretto a trovare il modo di far entrare nuovi investitori».

LAZIALI«Del ministro Francesco Lollobrigida mi hanno raccontato che anche le figlie sono laziali e stanno spingendo il padre a prendere posizione. Vorrei che Lollobrigida, Barelli, Simeoni e Mulè iniziassero a metterci la faccia. È troppo facile dirsi laziali e poi non esporsi».

POPOLO LAZIALE«Questo è il momento di restare uniti e di mantenere la nostra signorilità. Tutti quelli che possono dare una mano, grandi fondi, studi legali, imprenditori, stanno riflettendo seriamente sulla situazione. Dobbiamo restare uniti e diventare un esempio per tutto il mondo del calcio. Alla fine una soluzione arriverà. Ho visto tanti momenti difficili nella storia della Lazio e ho imparato una cosa: dopo ogni momento brutto ne arriva sempre uno ancora più bello».

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