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·14 de fevereiro de 2026
Boi: «Testa, cuore e gambe verso il Lecce! Il Cagliari deve imparare questo dalla sconfitta con la Roma»

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Il Cagliari è atteso dalla sfida casalinga contro il Lecce, valida per il posticipo della 25a giornata di Serie A in programma all’Unipol Domus lunedì 16 febbraio a partire dalle ore 20.45. Del match, e non solo, ha parlato il collega Giuseppe Boi in un’ampia analisi sul suo profilo Instagram:
«Testa, cuore e gambe verso il Lecce, ma un occhio a ciò che è successo con la Roma è utile, perché dalle sconfitte si impara più che dalle vittorie. Un po’ come accaduto al Cagliari con il ko di Marassi con il Genoa. Un 3-0, nonostante il dominio tecnico, che ha generato il cambio tattico alla base dei 3 successi consecutivi (baricentro più basso, difesa a 4 e Palestra avanzato). Il 2-0 con la Roma dice che i rossoblù non sono riusciti ad affrontare una squadra più forte, in palla (soprattutto dal punto di vista motivazionale) e capace di far emergere i limiti di una squadra monotematica.
Vado controcorrente e non mi allineo con la narrazione di un Cagliari con problemi difensivi. Ritengo sia una lettura indotta dal caso Luperto e favorita dall’assenza di Mina. Anche all’Olimpico si è vista la quadra trovata da Pisacane. Eccetto un colpo di testa di Ghilardi nel primo tempo, con Ze Pedro e Dossena presi in mezzo, per provare a capitalizzare il proprio dominio la Roma ha sempre dovuto forzare la giocata (vedi il tiro a giro di Soulè) e in due occasioni l’ha trovata con Malen.
Il primo gol è una giocata eccezionale. Il controllo è stato un tocco alla Van Basten. E quando il cigno di Utrecht saliva in cattedra, ti potevi chiamare Bergomi, Ferri o Vierchowod, ma cadevi in errore. Idem per la seconda rete. Qui a fare una giocata da chapeau è Celik, che si “beve” 3 giocatori e manda in tilt tutta la difesa. Addossare la colpa a Dossena è uno scaricargli addosso le polemiche per la cessione di Luperto e non tenere conto della gara, non perfetta ma importante, di un ragazzo fermo da 11 mesi.
Ciò che non ha funzionato all’Olimpico sono state le ripartenze. In parte grazie alle scelte di Gasperini che, temendoli, ha deciso di sacrificare Wesle pur di fermare Palestra, ha fatto seguire Kilicsoy come un’ombra da Ndicka, ha cambiato il centrocampo per mettere pressione su Gaetano. In parte perché il Cagliari è monotematico in fase di costruzione. E su questo che Pisacane e il Cagliari devono migliorare. Il Lecce non è la Roma, ma la crescita di tutta la squadra passa dal lavorare su più soluzioni offensive».









































