Zerocinquantuno
·09 de fevereiro de 2026
Bologna-Parma 0-1: il Tosco l’ha vista così…

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·09 de fevereiro de 2026

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Prestazione del Bologna come da copione contro una squadra abituata a giocare bassa e ripartire, fino all’episodio dell’espulsione di Pobega che ha lasciato i rossoblù in inferiorità numerica dal minuto 22.
La partita a quel punto poteva subire una variabile tattica, che però non è avvenuta perché il Parma – incredibilmente – non ha cambiato copione, ha deciso di non forzare le giocate nonostante la superiorità numerica e ha accettato che fosse ancora il BFC a fare la partita.
Di contro, invece, la squadra di Italiano si è vista obbligata ad una gara più accorta: ha deciso di non pressare a tutto campo come spesso fa, si è posizionata con un prudente 4-4-1 e dopo la riconquista del pallone ha costruito azioni con l’intenzione di non scoprirsi troppo, forzando solo gli uno contro uno sulle fasce di un positivo Rowe e un continuo Bernardeschi.
Ci si è così avviati verso un pareggio che sembrava ormai scritto, ma di scritto nelle ultime partite del Bologna c’è solo il risultato che cambia negli ultimi minuti: è successo a Como, a Genova e ieri, tra l’altro quando la squadra aveva riagguantato la parità numerica e si era prodotta, seppur con poche forze visti gli oltre sessanta minuti in inferiorità, in un tentativo di forcing finale.
Ma vincere non è roba per il BFC di oggi, che viene bastonato ben oltre i propri demeriti dall’unico tiro in porta degli avversari, arrivato dopo un palo pieno di Orsolini e prima di due parate del portiere Corvi a salvare il punteggio.
Anche ieri il VAR ci ha messo del suo nel cambiare una decisione presa sul campo dal direttore di gara Collu (peraltro vicinissimo all’azione), cosa che non era avvenuta a Genova, dove il prode Maresca era rimasto della sua idea.
Non tutte le gare perse dai rossoblù naturalmente sono da imputare alle decisioni arbitrali, è un alibi che alla lunga non può reggere. Però, ormai, sono una costante solo in negativo per il Bologna.
E poi ci sono le facce… Io vedo facce spente, poco motivate a ribaltare le avversità che un campionato ti propone: non si può pensare che ogni stagione debba finire col pullman scoperto per le vie della città. Dirigenza e allenatore dovrebbero lavorare più sulle facce che sul resto, perché con delle facce così si partirà sconfitti anche nelle prossime sfide.
Quella squadra feroce che attaccava tutto e tutti non c’è più, e i volti dei giocatori sono lì a dimostrarlo.









































