Cagliari, Pisacane: “Il destino è nelle nostre mani. Kilicsoy? Deve lavorare con più intensità perché non gli manca niente” | OneFootball

Cagliari, Pisacane: “Il destino è nelle nostre mani. Kilicsoy? Deve lavorare con più intensità perché non gli manca niente” | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: DirettaFanta

DirettaFanta

·26 de abril de 2026

Cagliari, Pisacane: “Il destino è nelle nostre mani. Kilicsoy? Deve lavorare con più intensità perché non gli manca niente”

Imagem do artigo:Cagliari, Pisacane: “Il destino è nelle nostre mani. Kilicsoy? Deve lavorare con più intensità perché non gli manca niente”

Alla vigilia della sfida contro l’Atalanta, il tecnico del Cagliari Fabio Pisacane ha fatto chiarezza su dubbi di formazione, indisponinilità e non solo.

Dal punto di vista dell’infermeria, a Idrissi e Felici rimangono Pavoletti e Mazzitelli! Gli altri sono a disposizione. In quanto allo stato fisico, abbiamo gestito la settimana riprendendo lunedì e dando martedì libero per evitare i liberi uno dietro l’altro. Dal lato mentale, che è quello che abbiamo pagato ultimamente, abbiamo bisogno di un’attenzione diversa in momenti precisi delle partite”.


Vídeos OneFootball


“Quando hai 5 punti di vantaggio sulla terzultima, il destino è nelle tue mani. Le partite si accorciano, diventano sempre poche. È normale e doveroso lavorare e rimanere tranquilli. Siamo concentrati su ciò che ci compete, se facciamo punti ci dobbiamo preoccupare poco. L’esclusione dalla Coppa dipende sempre da come si reagisce alla delusione. Possono avere un contraccolpo o avere dell’energia. Dall’ingresso di Palladino hanno avuto continuità. Rispetto all’andata, anche nell’analizzare la Dea, la vedo una squadra più matura nella solidità costruita strada facendo”.

“Prendere gol nei primi minuti a Sassuolo o a Milano pare che derivi da una causa mentale, ma sono consapevole che i ragazzi non vogliono avere quest’atteggiamento. Numeri alla mano, siamo una squadra che ha un’attenzione diversa. Pertanto, il discorso è più mentale che fisico. Sinonimo di calo fisico sono altre cose secondo me come infortuni durante la gara, crampi. I ragazzi non mi hanno mai dato segnali, ma paghiamo una condizione che vuoi o non vuoi non può essere ottimale”.

Su Esposito: 

Esposito è un attaccante e indipendentemente dal gioco che si vuole fare resta un attaccante. E’ propenso al sacrificio anche quando non gli viene chiesto, ha trovato una propensione diversa quest’anno. In Primavera ho sempre giocato con due attaccanti. Nell’economia della partita li schiero sempre ed è normale che se li abbiamo a disposizione li mettiamo in campo sia dall’inizio che in corsa. Altrimenti ci inventiamo qualcosa che può andare bene o meno, ma è il gioco del calcio. Non ho la sfera di vetro, ma cerco di inventarmi poco o nulla“.

Su Kilicsoy: 

“Semih è un ragazzo che viene da un altro Paese e anche per cultura, lo abbiamo coccolato perché aveva bisogno di sentire il nostro affetto. Ora deve fare uno step importante perché non è nella tecnica che gli manca qualcosa. Ha cercato di spingere di più in questa settimana, sono felice perché gli è arrivato il messaggio. Nel senso buono i ragazzi vanno stimolati e provocati. Deve lavorare su quest’aspetto, una continuità in ottica di intensità negli allenamenti la deve mettere dentro. Gioca in un campionato difficilissimo! Ha avuto un momento di grande entusiasmo perché col Pisa avendo fatto subito gol lo ha alimentato, complice il Ramadan ha avuto un calo. Ha svolto allenamenti individuali anche, ma dal punto di vista fisico sta mettendo dentro. Mi auguro che quando entri o dal 1′ minuto possa avere un inserimento migliore”.

Saiba mais sobre o veículo