Capello e il ricordo di Berlusconi: «Realizzava i sogni. Voleva creare la squadra più forte del mondo e ci è riuscito» | OneFootball

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Milannews24

·14 de junho de 2026

Capello e il ricordo di Berlusconi: «Realizzava i sogni. Voleva creare la squadra più forte del mondo e ci è riuscito»

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Capello, l’ex tecnico ripercorre le tappe d’oro della sua carriera e rivela i retroscena legati al grande presidente rossonero

Intervistato dal noto giornalista Aldo Cazzullo per Il Corriere della Sera, l’ex allenatore e CT Fabio Capello ha ripercorso alcune delle tappe in assoluto più importanti e gloriose della sua straordinaria carriera, vissuta intensamente sia sul terreno di gioco che in panchina. Nel corso della lunga chiacchierata, l’ex tecnico ha riservato un capitolo fondamentale al Milan, club con cui ha scritto pagine indelebili di storia del calcio mondiale, soffermandosi in modo particolare sul suo personalissimo rapporto con il presidente Silvio Berlusconi. Ecco, di seguito, tutte le sue dichiarazioni.

SULLO SCUDETTO DEL ’79, QUELLO DELLA STELLA DEL MILAN – «È stata per tutti una grande soddisfazione, un traguardo necessario. Vincemmo perché eravamo uniti, anche se non eravamo i più forti».


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SUL SUO RITIRO DA CALCIATORE – «Ero arrivato. Ho fatto molti sacrifici per arrivare a 34 anni; poi basta. La fortuna è che mi è stato proposto subito di fare l’allenatore. Ho cominciato con i ragazzi di 15 anni, poi quelli di 17».

LA CHIAMATA DI BERLUSCONI – «Mi affidò la prima squadra al posto di Liedholm, vinsi lo spareggio con la Samp per andare nelle Coppe, e lasciai il posto a Sacchi. Berlusconi mi mandò alla Mediolanum, mi occupavo di altri sport, di hockey. Ma aveva promesso di richiamarmi».

SUI QUATTRO SCUDETTI – «Mi chiese se me la sentivo, perché voleva cambiare quattro giocatori importanti. Risposi: perché vuole cambiarli? Sono tutti forti. Li ho riuniti e ho chiesto: davvero non avete più voglia di vincere? Così ricreammo il gruppo».

SUGLI OLANDESI E IL CAMPIONATO DEL ’94 CONCLUSO CON SOLO 15 GOL SUBITI – «Gli olandesi erano fortissimi in attacco, ma la vera forza del Milan è sempre stata la difesa: Maldini, Tassotti, Costacurta, Filippo Galli, Baresi».

SCIREA O BARESI? – «Erano diversi. Nel difendere Baresi era nettamente più bravo. Scirea era un libero che sapeva giocare a centrocampo. A livello di qualità del gioco, Scirea era superiore».

IL RICORDO DI BERLUSCONI – «Eccezionale. Uno che realizzava i sogni. Tutti cercavano di fare televisione; lui c’è riuscito. Voleva la squadra di calcio più forte del mondo; e c’è riuscito. Era molto rispettoso e generoso, ha aiutato tutti quelli che poteva aiutare. L’ho sempre visto con un pezzo di carta in mano: voleva sapere cosa pensavano gli altri, si appuntava tutto. Io l’ho poi fatto con le squadre: chiedevo cosa volessero i giocatori, cosa gli piaceva e cosa no. Non volevo yes man».

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