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·12 de março de 2026

Capello sicuro: «Gattuso è l’allenatore giusto per la Nazionale. In Italia abbiamo un grosso problema»

Imagem do artigo:Capello sicuro: «Gattuso è l’allenatore giusto per la Nazionale. In Italia abbiamo un grosso problema»

Fabio Capello ha analizzato il momento della nostra Nazionale dando fiducia a Gattuso, ma spiegando il problema che persiste in Italia

Fabio Capello dalle pagine de La Gazzetta dello Sport, analizza il decadimento tecnico e tattico del movimento italiano che ha tutte le squadre italiane fuori agli ottavi di Champions League e una Nazionale che rischia di restare fuori dal Mondiale per la terza volta consecutiva.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italianoIL RAPPORTO TRA CLUB E STRANIERI«La connessione c’è e comincia dal valore degli stranieri. Ai miei tempi, quando giocavo, studiavo sempre Luis Suarez, il migliore di tutti, oltre a Bulgarelli che aveva qualche anno più di me. Erano esempi. Erano maestri. Quando ero allenatore, avevamo in Italia i migliori del mondo. Oggi ci sono Modric, Rabiot e pochi altri. E quelli buoni buoni li vendiamo, mentre una volta, fino al 2010 almeno, venivano tutti qui perché eravamo un riferimento. Senza quell’esempio, i nostri non possono migliorare».UN GROSSO PROBLEMA «La carenza assoluta di giocatori italiani in A. Gli stranieri occupano quei posti, anche se modesti. Pensiamo davvero che siano tutti superiori ai nostri? Certo, dovessimo fallire il terzo Mondiale, non avrei dubbi: vuol dire che tutte le politiche sul nostro calcio giovanile sono state sbagliate. Da noi, gli allenatori vogliono vincere anche con i ragazzini».LO SPETTACOLO«Non è mai facile premiare lo spettacolo. Quando allenavo il Madrid, avevo Hierro che faceva un lancio di 50 metri per Roberto Carlos che cambiava fascia e la dava a Beckham: dribbling, cross e gol in quattro tocchi. Dall’altra parte c’era una squadra che segnava con venticinque passaggi. Chi era più spettacolare? Credo però che fosse più difficile segnare con quattro passaggi lunghi…».GATTUSO «È la persona giusta. Spero solo che abbia tutti i migliori a disposizione. Deve tirar fuori l’orgoglio che abbiamo perso per strada. Non voglio più vedere una squadra amorfa e senz’anima come quella dell’ultimo Europeo, però s’è già visto che Gattuso ha dato senso di appartenenza e voglia di lottare. Deve fare in modo che diano il massimo».LA NAZIONALE«La qualità non è eccelsa ma buona. In attacco e a centrocampo siamo a posto, i problemi sono dietro, non abbiamo grandissimi marcatori puri. Dovremo stare attenti ad angoli e cross in area»GATTUSO HA DETTO CHE NON SI DEVE AVERE PAURA«Bravissimo. Era esattamente quello che doveva dire. Alle spalle la sconfitta, è stata un episodio, dimentichiamola subito. Riproviamo tutti assieme. Con rispetto per Irlanda del Nord, Galles e Bosnia siamo più forti noi, a patto di essere al cento per cento. Il vero avversario siamo noi stessi. E comunque cominciamo già con un vantaggio. La prima si gioca a Bergamo dove un pubblico eccezionale darà una spinta unica. Darà forza»LA DIFFERENZA DI RITMO CON GLI ALTRI CAMPIONATI – «Bella domanda. Io vedo la palla scorrere lenta, vedo i nostri giocatori che corrono un po’ ma non scattano mai, vedo che giochiamo laterale e non in verticale. Abbiamo preteso di copiare il Barcellona di Guardiola e l’abbiamo fatto male, anche perché qualità e tecnica sono inferiori. Pensiamo solo al possesso, dimenticando che il possesso deresponsabilizza: basta l’appoggio a quello accanto. E anche gli arbitri hanno colpe. Siamo l’unico paese in cui uno infortunato si butta a terra pestando i pugni e il gioco si ferma subito. La velocità è frenata dagli arbitri: non esistono più contrasti e gioco fisico, un giocatore appena sfiorato si butta a terra. Al Var spesso non conoscono le dinamiche del gioco, qualche giocatore al video non farebbe male. E un’altra cosa: ci siamo inventati il fallo con il pestone. Ma lei, ai miei tempi, negli anni Settanta, ricorda un fallo fischiato per un pestone? Ma basta».SE ANDRA’ MALE VIA GATTUSO«Qualcuno dovrà pagare e potrebbe essere lui, perché un colpevole viene cercato sempre. Anche se non ha colpe. Mentre resteranno quelli che hanno fatto danni ai settori giovanili, quelli delle scuole di Coverciano, quelli che ci hanno ridotti così».

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